La Gazzetta del Mezzogiorno, 21 agosto 2025
“Abbiamo conosciuto ragazzi per bene che ci hanno guardato negli occhi e ci hanno raccontato perché sono finiti in carcere”. Domenico Spinelli, responsabile delle risorse umane del Gruppo Cobar racconta a “La Gazzetta del Mezzogiorno” l’incontro con “Seconda Chance”, l’associazione guidata da Flavia Filippi, che cerca di inserire detenuti o ex detenuti nel mondo del lavoro. “Offriamo così un futuro diverso a questi ragazzi”. “Abbiamo deciso di aderire al progetto anche grazie alla grande sensibilità dei vertici Cobar - spiega Spinelli - e oggi ci sono tre detenuti assunti nella nostra impresa e due che attendono le autorizzazioni del magistrato”.
L’impresa altamurana è una delle maggiori imprese italiane del settore edile, specializzata nel recupero e nella riqualificazione di immobili storici, nella costruzione di grandi opere infrastrutturali e nell’edilizia residenziale. “Abbiamo cercato di individuare giovani che fossero pronti a un lavoro che è prettamente fisico. È stato un percorso molto intenso, abbiamo incontrato oltre trenta detenuti tra i diciotto ai venticinque anni. Ragazzi per bene che nel loro percorso di vita hanno sbagliato. Su di loro e sul loro futuro abbiamo deciso di investire”.
“Vite radicalmente cambiate in pochi giorni” - “Il merito è di Orienta Agenzia per il lavoro - ha commentato la Filippi sui social - che ci ha presentato il gigante delle costruzioni Cobar, azienda di Altamura con ottanta cantieri attivi sul territorio nazionale. I primi operai ingaggiati sono giovanissimi e li ha seguiti e li segue l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bari. Due sono all’Aquila, impegnati dal lunedì al venerdì per poi tornare a casa a Bari nel week end. Un altro invece lavora in un cantiere di Bari. Altri due ragazzi attendono le autorizzazioni del magistrato. Vite cambiate radicalmente in pochi giorni, emozioni inattese, peccato non poter mostrare queste facce tenere e imbarazzate”.
Il progetto è rivolto a chi è nella condizione giuridica adeguata per uscire dal carcere, ma anche a chi non è autorizzato a uscire. Per questo gli imprenditori vengono anche accompagnati negli istituti per visionare i capannoni e i locali inutilizzati che le direzioni concedono in comodato d’uso gratuito. I costi del personale sono vantaggiosi. Lavanderie industriali, sartorie, officine, falegnamerie, call center, biscottifici, sono molteplici le attività commerciali che si possono avviare negli istituti sfruttando una manodopera che ha costi vantaggiosi e regalando tante seconde chance ai detenuti non ammessi a lavorare fuori.
Seconda Chance - La giornalista di giudiziaria Flavia Filippi ha creato il progetto Seconda Chance da sola all’inizio del 2021, procurando decine di offerte di lavoro per detenuti ed ex detenuti e arrivando a firmare protocolli d’intesa con aziende pubbliche e private. Nel 2022 Seconda chance è diventata un’associazione no profit del Terzo Settore con referenti in ogni regione e collaboratori in varie città svolgendo un ruolo di cerniera tra le carceri e le imprese grazie a un protocollo di collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. La mission è quella di individuare aziende smart e di convincerle a fare colloqui in carcere agevolate dalla legge Smuraglia, che offre sgravi fiscali a chi assume, anche part time e a tempo determinato, detenuti in articolo 21, cioè ammessi al lavoro esterno al carcere. Naturalmente si tratta di persone che le direzioni delle carceri considerano meritevoli e pienamente riabilitate, gente selezionata sulla base dei requisiti indicati dagli stessi imprenditori.











