di Antonio Bravetti
La Stampa, 9 marzo 2023
La maggioranza stoppa gli emendamenti per crescere i figli delle detenute in case famiglia. L’ira dei dem: “Volevamo festeggiare l’8 marzo, ma questa destra non lo ha permesso”.
“Avevamo pensato di poter festeggiare l’8 marzo con un segno di civiltà e invece FdI lo ha reso impossibile”. Il Partito democratico accusa Fratelli d’Italia di aver fatto slittare a fine mese la legge sulle detenute madri che permetterebbe ai bambini fino a 6 anni di non scontare in carcere la pena insieme alle mamme, ma in strutture protette. La norma, su cui c’era un consenso trasversale che aveva consentito la procedura d’urgenza, doveva essere votata ieri in commissione Giustizia alla Camera. Tutto rimandato al 27 marzo, invece. “È colpa di Fratelli d’Italia - denuncia la capogruppo del Pd a Montecitorio Debora Serracchiani - hanno presentato degli emendamenti che di fatto stravolgerebbero il testo”. Sono “attacchi strumentali”, replica FdI, che difende le modifiche proposte: il partito di Giorgia Meloni vuole escludere il beneficio per le detenute (o padri detenuti) recidivi.
La norma era stata approvata alla Camera nella scorsa legislatura, con i voti di tutti i partiti tranne quelli di FdI, astenuti. Il Senato non aveva fatto in tempo a convertirla in legge. A ottobre il Pd l’ha ripresentata. L’obiettivo è consentire alle detenute con figli di scontare la pena fuori dal carcere. “Gli emendamenti di FdI renderebbero inefficace la legge - attacca Alessandro Zan, relatore in commissione - perché tolgono al giudice la discrezionalità sui singoli casi e introducono degli automatismi che privano le madri detenute che sono recidive della possibilità di accedere con i loro bambini alle case famiglia”. Per Zan “con l’emendamento di FdI ci sarebbe ritorno al passato. Noi chiediamo un passo di civiltà per togliere i bambini dal carcere: loro non hanno alcuna colpa e la casa famiglia non vuole dire annullare la pena”.
A protestare col Pd anche Azione e Alleanza Verdi Sinistra. “La proposta di legge è stata approvata nella scorsa legislatura a grandissima maggioranza - ricorda Enrico Costa (Az) - l’auspicio è che non venga toccata”. Per Devis Dori (Avs) “non si comprenderebbe un passo indietro su questa proposta. È inaccettabile che i minori debbano essere in un contesto carcerario”. Da fonti di maggioranza trapela che l’irrigidimento di FdI potrebbe dipendere non tanto dal contenuto della proposta di legge, quanto dalla protesta che sta portando avanti l’opposizione contro il sottosegretario Andrea Delmastro che di fatto, da quando Pd-M5S-Avs e Terzo Polo hanno minacciato di abbandonare i lavori parlamentari se si fosse presentato in rappresentanza del governo, non si è più visto. “Se fosse davvero questo il motivo - osserva Serracchiani - sarebbe davvero gravissimo”.
Fratelli d’Italia parla di “attacco strumentale” e ribatte: “Invece di unirsi alle reali e necessarie battaglie per tutte le donne italiane, il Pd sceglie una battaglia di retroguardia”. Carolina Varchi, capogruppo in commissione Giustizia, sottolinea che le detenute madri sono “appena 17 in tutta Italia”, facendo della norma “quasi un provvedimento ad personam”.
L’emendamento al centro dello scontro prevede che “in caso di recidiva i benefici sono immediatamente revocati e può essere disposta la decadenza dalla responsabilità genitoriale o sospensione dall’esercizio di essa. Varchi non fa passi indietro: “Siamo disponibili a ragionare su modifiche che vadano nella direzione da noi auspicata e infatti abbiamo depositato emendamenti, ma non accettiamo aut aut dal Pd che evidentemente vuol fare di questo provvedimento una bandiera”.
Per Pietro Pittalis (Fi), vicepresidente della commissione, l’emendamento a firma Varchi “pone un problema serio, non campato per aria”. Il partito azzurro aveva presentato delle modifiche “tecniche”, ma ha già dato la disponibilità a ritirarle.
“Credo che dopo il rinvio - ragiona con La Stampa - serva un passaggio in maggioranza, magari anche col rappresentante del governo Ostellari, per calibrare un’azione e poi confrontarsi con l’opposizione. Questo non può essere un tema divisivo. Dobbiamo superare queste differenze senza snaturare il nostro obiettivo, che resta il bene del bambino. Spero che il Pd non alzi barricate, perché avrebbero un effetto opposto”.










