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di Alessandra Montalbetti

Il Mattino, 21 agosto 2024

“Le condizioni dell’Istituto Penitenziario di Avellino sono oggettivamente drammatiche”. Alle vecchie problematiche vissute dalla popolazione detentiva, se ne sono aggiunte anche alcune nuove, legate al periodo estivo tra le quali il razionamento dell’acqua. Mancano le attività ricreative, ma come se non bastasse, si registra una cronica carenza di personale e al contempo un continuo sovraffollamento dei vari reparti”. A denunciare le criticità annose riscontrabili nel carcere di Bellizzi Irpino, gli avvocati Gaetano Aufiero, Michele Fratello, Mauro Alvino e Luca Pellecchia, in rappresentanza della Camera Penale Irpina.

I quattro componenti lunedì si sono recati, accompagnati dalla Direttrice del carcere Rita Romano, e dal Primo Dirigente Stefania Cucciniello, all’interno della Casa Circondariale di Avellino Bellizzi Irpino per effettuare una visita ispettiva e valutare le condizioni di vita dei detenuti e quelle lavorative del personale di Polizia Penitenziaria, aderendo all’iniziativa “Ferragosto in Carcere” promossa dall’Unione delle Camere Penali e dall’Osservatorio Carcere. Alla visita ha partecipato l’onorevole Michele Gubitosa, deputato irpino del Movimento 5 Stelle, che ha dato ampia disponibilità per riscontrare de visu le condizioni di vita dei cittadini detenuti.

La delegazione ha con estremo sconcerto “evidenziato il sovraffollamento carcerario, oramai fisiologico, con circa 150 detenuti oltre l’ordinaria capienza, una gravissima carenza di organico della Polizia Penitenziaria.

Precisamente mancano oltre 80 Agenti di Polizia Penitenziaria rispetto ai 250 Agenti di organico ordinario. Inoltre, è riscontrabile l’assenza totale di assistenza psichiatrica nonostante i circa 150 detenuti in cura per tali patologie, nonché l’estrema e talvolta insuperabile difficoltà dei detenuti ad accedere alle cure mediche ordinarie ovvero a visite specialistiche per le quali occorrono, talvolta, mesi anche quando segnalate quali assolutamente urgenti, le condizioni di assoluto disagio di reclusione in considerazione della fatiscenza delle celle e di assoluta disumanità in particolare in alcune sezioni, il razionamento dell’acqua in orario notturno e talvolta anche in orario diurno, la totale assenza di corsi di formazione ovvero di attività ricreative per i detenuti”. Questi sono soltanto alcuni, ma certamente i più gravi, dei problemi riscontrati rispetto ai quali “occorre porre immediato rimedio”.

La Camera Penale Irpina, nel denunciare quanto sopra, espressamente chiede “che tutte le competenti Autorità Giudiziarie ed Amministrative verifichino le condizioni di vita della popolazione carceraria all’interno dell’Istituto Penitenziario di Avellino, adottando tutti i provvedimenti necessari ed urgenti per porre fine al devastante e non più tollerabile orrore che le parole non potranno mai adeguatamente descrivere”. Condizioni drammatiche quelle vissute all’interno del carcere di Avellino riscontrate già in una precedente visita effettuata da una delegazione della Camera Penale Irpina lo scorso 6 luglio, ed oggi, come allora “sono state riscontrate problematiche di assoluta gravità che, purtroppo, rendono l’Istituto Penitenziario avellinese, sotto molti profili, ben oltre i confini della legalità costituzionale”.

I rappresentati della Camera Penale Irpina hanno anche precisato “che la Direttrice dell’Istituto Penitenziario e tutto il personale sia amministrativo che della Polizia Penitenziaria svolgono con apprezzabile abnegazione e con grande professionalità il loro lavoro in condizioni, tuttavia, di estrema difficoltà ed altresì, si ritiene, di totale abbandono da parte delle competenti Istituzioni”.