Corriere delle Alpi, 24 febbraio 2020
Belluno. Il caso dell'Uepe, l'ufficio esecuzione penale esterna, è rimbalzato da Palazzo Rosso al Parlamento. Il deputato Luca De Carlo ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede per chiedere che venga istituito un ufficio di questo tipo anche a Belluno. Oggi i bellunesi devono recarsi a Venezia per usufruire del servizio. Che è molto importante, visto che si occupa di fare le relazioni per i detenuti che richiedono l'affidamento in prova al servizio sociale. Un servizio essenziale per l'espletamento della funzione rieducativa della pena detentiva.
De Carlo si è mosso su sollecitazione del consigliere comunale Raffaele Addamiano, che aveva già portato il tema in aula a Palazzo Rosso a novembre dell'anno scorso. Il suo ordine del giorno era stato approvato all'unanimità. "Ma da allora nulla si è mosso", spiega Addamiano.
La scorsa settimana il tema è stato affrontato in terza commissione consiliare. Era presente il Garante dei detenuti Emilio Guerra, che ha illustrato ai consiglieri la situazione del carcere di Belluno e evidenziato che l'Uepe ha trattato, nel 2019, ben 787 casi bellunesi. Numero che dimostra, spiega Addamiano, la necessità di aprire un ufficio esecuzione penale esterna anche nel capoluogo.
Stessa richiesta di De Carlo, che si è rivolto al ministro Bonafede evidenziando che altre province montane, come Bolzano, Trento, Aosta e Cuneo, hanno questo servizio. Belluno no. "Ho chiesto anche che nel frattempo sia permessa la fruibilità di un centro più vicino rispetto a Venezia, Treviso in particolare", afferma De Carlo. "Avere una risposta positiva su un argomento così delicato sarebbe di fondamentale importanza, in particolare se a dover fruire di determinati servizi sono i cittadini della provincia provenienti dalle aree più marginali, con tutte le relative difficoltà che la montagna comporta".
"Lo stesso Garante dei detenuti ha invitato il sindaco a prendere una posizione decisa", aggiunge Addamiano. "Basterebbe sollecitare il ministero, abbiamo un documento votato a Palazzo Rosso da far valere". Per quanto riguarda, infine, la situazione del carcere cittadino, Guerra ha spiegato che non ci sono problemi di sovraffollamento, perché i detenuti sono 88 su 87 posti disponibili. Sessanta stanno scontando la pena definitiva, 28 si trovano in cella come misura cautelare.









