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Il Gazzettino, 1 novembre 2019


Torna il progetto "A scuola di libertà" per parlare di carcere e legalità in classe. Per contrastare l'incidenza di reati tra i minorenni, anche bellunesi, e accrescere la consapevolezza su responsabilità civili e penali, l'associazione bellunese Jabar ripropone per il terzo anno il progetto nazionale A scuola di libertà. Si tratta di un'occasione per portare in classe riflessioni e dibattiti sul tema del carcere e per educare gli studenti alla legalità consapevole.

La proposta si inserisce in un percorso ideato ormai diversi anni fa dalla Conferenza nazionale volontariato giustizia, di cui la Conferenza regionale del Veneto è membro attivo, la quale riunisce le associazioni che in Italia di occupano di volontariato in carcere o di temi sul carcere.

Il progetto, alla settima edizione, è stato ideato per contrastare la facilità con cui i giovani scivolano in comportamenti a rischio, che si configurano nella maggior parte dei casi come veri e propri reati. Obiettivo è quindi ragionare assieme agli studenti sia dei rischi sia dei pregiudizi che riguardano il carcere e il mondo della pena in generale, in un percorso di formazione in classe che può andare dalle 2 alle 8 ore a seconda della disponibilità e delle esigenze dei singoli istituti.

La proposta è gratuita e viene gestita da parte di alcuni volontari dell'associazione appositamente formati e preparati. Gli incontri sono caratterizzati da incontri frontali, slide, video e testimonianze. I temi trattati spaziano dal diritto penale alla responsabilità civile, dalle attività dell'associazione fino alla configurazione degli istituti carcerati italiani, con una parentesi dedicata anche al carcere bellunese.

La partenza ufficiale del progetto è fissata al 15 novembre. Le scuole secondarie di secondo grado interessate a ospitare il progetto nel loro percorso educativo dovranno inviare la loro adesione ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con l'indicazione del docente referente e delle classi da coinvolgere. La manifestazione è riconosciuta dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur).