Il Gazzettino, 17 maggio 2019
Non sarà certo la parola fine. Ma per la sezione Tutela Salute Mentale del carcere di Belluno pare esserci un passo in avanti. L'Usl fa sapere che "recentemente è stata programmata un'ulteriore implementazione e integrazione dei servizi assistenziali in modo da rendere la copertura sanitaria omogenea nelle 24 ore". Una novità che viene comunicata all'indomani del sit-in di protesta degli agenti di polizia penitenziaria, che mercoledì scorso avevano incontrato il prefetto per chiedere la chiusura della sezione Asm (articolazione salute mentale) della casa circondariale di Baldenich.
La questione era scoppiata in tutta la sua veemenza qualche settimana fa, quando due agenti erano stati aggrediti da un detenuto ricoverato proprio nella sezione psichiatrica. L'ultima aggressione di una lunga serie, secondo le ricostruzioni dei sindacati e dei rappresentanti della polizia penitenziaria. Complici anche le condizioni igienico-sanitarie molto precarie della struttura.
"Nel protocollo operativo in materia di rapporti e organizzazione dei servizi sanitari interni alla Casa Circondariale di Belluno Usl/Direzione del Carcere, l'articolo 1 cita testualmente: "Sono posti a carico dell'Amministrazione Penitenziaria:... il servizio di pulizia secondo gli standard previsti dalla normativa vigente", fa sapere la direzione dell'Usl tramite una nota stampa. Si sottolinea che l'Usl ha già dal 2017 segnalato più volte l'inadeguatezza logistica della sezione mancando peraltro uno spazio dedicato ai professionisti sanitari".
Al di là della struttura, c'è comunque il servizio. "Durante il 2018 sono state garantite all'interno del carcere di Belluno 8.211 visite mediche e 1.396 visite specialistiche - sottolinea la nota dell'Usl. L'assistenza infermieristica è garantita per 14 ore al giorno, 7 giorni su 7, di cui 5 ore dedicate ai pazienti detenuti nella sezione. L'infermiere in servizio rimane comunque a disposizione nel resto delle ore e in caso di chiamata da parte degli agenti raggiunge tempestivamente la sezione. La sezione accoglie pazienti detenuti con infermità psichica sopravvenuta nel corso della detenzione e detenuti a pena diminuita per vizio parziale di mente. Ciò significa che, per la legge italiana, tali detenuti hanno la capacità di autodeterminarsi dunque non è possibile obbligarli ad assumere la terapia contro il loro volere".










