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di Damiano Tormen

Il Gazzettino, 12 aprile 2026

Raffaele Riposi: “Quella struttura ha cento anni e non è mai stata migliorata”. Tante le segnalazioni per sovraffollamento e servizi carenti. “Nel carcere di Baldenich le condizioni ambientali sono disastrose. I detenuti sono costretti a vivere in condizioni precarie. Come gli animali, se non addirittura peggio”. È una considerazione amara e insieme una manifestazione di protesta, quella di Raffaele Riposi, che da qualche settimana è il nuovo garante dei diritti delle persone private della libertà personale (una figura istituzionale creata e voluta dal Comune capoluogo).

Una dichiarazione che non dipinge una situazione di novità, dato che la casa circondariale di Belluno è da tempo sotto la lente e al centro di polemiche e proteste, sia per il sovraffollamento sia per le difficoltà strutturali del complesso carcerario. Però Riposi ha scelto di parlare espressamente dell’edificio di Baldenich durante la conferenza stampa di presentazione di “Caccia, pesca, natura” (la fiera di scena a Longarone dal 17 al 19 aprile), in veste anche di cacciatore e organizzatore della festa provinciale del mondo venatorio. Insomma, un’uscita che non può non far rumore.

“Abbiamo un carcere che ha più o meno cento anni sulle spalle” le parole di Riposi. “E in cento anni la struttura non è mai cambiata: è sempre rimasta uguale a se stessa”. In effetti, il complesso di Baldenich esiste dai primissimi anni Trenta del Novecento. E se negli anni che furono ha ospitato anche una sezione di massima sicurezza in cui erano carcerate figure del calibro criminale di Renato Curcio e Raffaele Cutolo negli ultimi periodi ha ridotto l’aura di attenzione, rivelando crepe che sono state denunciate da più parti. E ieri, sono state denunciate pubblicamente anche dal garante dei diritti dei carcerati. “I prigionieri costretti a Baldenich sono in condizioni precarie ha detto Riposi -. E su questa questione dovremo intervenire”.

Nell’estate 2025 erano stati resi noti i dati del Ministero della giustizia, secondo cui la casa circondariale di Belluno ospitava 107 detenuti su 82 posti regolamentari. Il grado di sovraffollamento, secondo gli ultimi dati raccolti da Ristretti Orizzonti, è del 130% (aggiornati al 13 dicembre 2025). E poi ci sono le condizioni strutturali e ambientali: 20 docce, 50 servizi igienici con porta, 40 prese elettriche, 44 stanze; muffa alle pareti, acqua fredda. Una situazione più volte denunciata da associazioni, sindacato delle guardie carcerarie. E adesso anche da Riposi. Che è stato nominato da Palazzo Rosso a febbraio, a conclusione della procedura di individuazione di questa figura, istituita dal Comune capoluogo nel 2013 (procedura che era stata avviata a fine novembre). Riposi è di Borgo Valbelluna e vanta una lunga esperienza amministrativa.