sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Federica Fant

Il Gazzettino, 3 aprile 2025

L’amministrazione comunale di Belluno rinnova il progetto “Detenuti per il sociale” ma, anche quest’anno, rischia di non aver alcun contributo lavorativo dai 115 detenuti del carcere di Baldenich. Il progetto prevede infatti la possibilità di impiegarli in lavori di pubblica utilità su base volontaria, ma in tutto il 2024 nessuno si è fatto avanti. Secondo il Comune la mancata adesione sarebbe dovuta al fatto che nessuno dei detenuti rispondeva alle caratteristiche d’idoneità previste per partecipare al progetto. Un lavoro di mesi quello che portò, un anno fa, l’assessorato al Sociale, Rapporti con le Associazioni, Politiche per la Famiglia del Comune di Belluno, a promuovere e sostenere questa prova di inclusione.

“Parliamo dello sviluppo di lavori di pubblica utilità che possano favorire la rieducazione ed il reinserimento nella vita sociale dei detenuti”, spiega l’assessore Marco Dal Pont. Il tutto è stato avviato dopo varie interlocuzioni con i vertici della Casa circondariale di Belluno che si sono confrontati con gli inquilini di Palazzo Rosso sulla disponibilità del carcere ad avviare il progetto di lavori di piccola manutenzione e cura del verde pubblico di pertinenza del Comune di Belluno.

“Considerato che tale iniziativa rientra nel progetto pedagogico dell’amministrazione penitenziaria ha spiegato Dal Pont che è volto a individuare e promuovere azioni per offrire, mediante il lavoro all’esterno, occasioni di formazione professionale e di esperienza lavorativa utili al reinserimento sociale”. Il Protocollo d’Intesa, rinnovato pochi giorni fa, è “finalizzato a disciplinare lo svolgimento di prestazioni di attività volontarie e gratuite nell’ambito di progetti di pubblica utilità da parte di soggetti ammessi alla semilibertà”, si legge nell’atto.

Spetta alla Casa circondariale selezionare i detenuti semiliberi idonei alle attività da svolgere, si occuperà inoltre della formazione e degli aspetti legati alla verifica della idoneità psico fisica degli stessi. Sempre il carcere è chiamato a predisporre un’apposita dichiarazione con la quale il detenuto si impegna a partecipare al progetto a titolo esclusivamente gratuito e su base volontaria.

Il Comune rimborserà i detenuti del biglietto dell’autobus per gli spostamenti. A coordinarli ci penserà il funzionario delegato all’Ufficio Sicurezza sul lavoro e gestione del volontariato, Paolo Zaltron. Non resta che vedere quali frutti produrrà nel 2025.