Corriere del Veneto, 28 luglio 2021
Sciopero al carcere di Baldenich. Ad incrociare le braccia, ieri, sono stati gli agenti di polizia penitenziaria, raccolti sotto le sigle sindacali Cisl Fns, Fsa Cnpp, Cgil Fppp, Sappe, Uspp e Osapp. Due le questioni che hanno spinto alla mobilitazione. Ad iniziare dalla mancata chiusura della sezione psichiatrica del carcere, così come previsto da una delibera di Giunta regionale che nel giugno 2019 ne aveva disposto lo spostamento. La sezione, spiegano i sindacati, "è caratterizzata da una forte carenza strutturale e deve anche scontare la mancanza di risorse da parte dell'Usl Dolomiti (in carcere a Belluno, infatti, presta servizio uno psichiatra in libera professione)". "Tutto ciò proseguono i sindacati - comporta gravi difficoltà nella gestione dei pazienti e consente il verificarsi di numerosi eventi critici che mettono a repentaglio l'incolumità psicofisica del personale di Polizia Penitenziaria, di tutte le figure che operano all'interno della sezione psichiatrica e degli stessi "pazienti detenuti". L'ultimo spiacevole episodio, capitato qualche settimana fa, è sfociato nell'aggressione ai danni di un medico di continuità assistenziale che ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso".
C'è poi il tema, annoso, della mancanza di personale. Che per i sindacati non è stata mitigata con le nuove assunzioni, con conseguenti ripercussioni sui turni degli operatori, sempre più massacranti. Solidale il senatore Luca De Carlo, che parla di "protesta fondata": "Da anni denunciamo una situazione insostenibile ma ad oggi non si è ancora visto niente". Per ottenere risposte De Carlo ha chiesto di incontrare il nuovo Provveditore delle carceri del Triveneto.











