sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Guido del Sorbo

cronachedelsannio.it, 30 marzo 2022

Uno spazio dedicato ai figli dei detenuti in attesa del colloquio in carcere con i propri genitori. Un modo per accogliere e preparare nel migliore dei modi piccoli e giovani all’incontro in un ambiente allegro e sano agevolando i rapporti con madri e padri ristretti: è l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato dalla Casa Circondariale di Benevento e dal Cam, Centro di Aiuto al minore Telefono Azzurro presentato questa mattina presso il carcere di contrada Capodimonte.

Il progetto si pone come obiettivo quello di agevolare i rapporti tra genitori detenuti e figli attraverso una struttura di accoglienza dedicata a questi ultimi, restaurata e arredata con i fondi messi a disposizione da Cassa Ammende, accompagnando e sostenendo i minori nelle delicate fasi prima del colloquio, per aiutarlo ad esprimere le emozioni che vive, tutelare il legame continuativo ed affettivo con il genitore, e a gestire la separazione forzata e le situazioni di disagio. Di ciò si prenderanno cura due volontari che una volta a settimana, almeno nella fase primordiale del progetto, intratterranno piccoli e adolescenti in molteplici attività diversificate in base all’età e alle esigenze dei coinvolti.

“Immaginate cosa vuol dire per un bambino che viene a trovare i genitori l’impatto con questa struttura” ha commentato il direttore del penitenziario beneventano, Gianfranco Marcello. “Bisogna anche aggiungere che purtroppo non sempre riusciamo ad assicurare il colloquio in tempi brevi e i bambini aspettano oltre un’ora in ambienti inadeguati. Ciò - ha aggiunto ai giornalisti presenti - può essere pesante per loro ma anche per i genitori, per questo motivo abbiamo allestito una piccola stanzetta per permettere ai bambini di superare l’impatto traumatico con la struttura facendo trascorrere loro quell’oretta in un ambiente giocoso”.

S’inizierà dunque con una giornata sperimentale a cadenza settimanale, ma l’intento è di estendere le attività all’intera settimana. “Per noi è importante che i bambini capiscano che i genitori continuino a volere il loro bene e che riescano a esprimere le loro emozioni” ha affermato la responsabile locale del Cam Telefono Azzurro, Carla Miele, entrata poi nei dettagli. “Cerchiamo di metterli a proprio agio perché non tutti riescono ad accettare di vedere la mamma o il papà in carcere. Daremo vita a una serie di attività ricreative ed educative per far venire fuori le loro emozioni, facendoli scrivere, disegnare e dividendoli in gruppi differenziati in base alla frequentazione delle scuole materne, primarie e secondarie”.