avellinotoday.it, 26 ottobre 2025
Nella tarda serata di ieri S.P., classe 1996, è stato condotto nel carcere di Avellino a seguito del fermo disposto dal Pubblico Ministero del Tribunale di Benevento, Dott.ssa Flavia Felaco. L’accusa è di omicidio pluriaggravato. Il ventinovenne si è reso protagonista di un delitto efferato, commesso sotto le telecamere di videosorveglianza della struttura di San Nicola Baronia. A morire è stato un altro ospite della struttura, Pasquale Cannavacciuolo, 59 anni, colpito dapprima con due schiaffi al volto e successivamente, una volta caduto a terra, con calci alla testa che ne hanno determinato la morte.
S.P. si trovava nella struttura di San Nicola Baronia dal 22 luglio 2025 in forza della sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Napoli che in data 15 aprile 2025 aveva completamente ribaltato la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise di Napoli che gli aveva invece comminato 24 anni di carcere per l’omicidio pluriaggravato di un altro detenuto, tale Chiarolanza Eduardo, massacrato di botte nel carcere di Poggioreale.
L’avvocato Rolando Iorio, storico difensore di S.P., era riuscito infatti a dimostrare con una serie di perizie e consulenze l’assoluta incapacità d’intendere e di volere del proprio assistito, che quindi era passato da una condanna a 24 anni inflitta in primo grado per omicidio pluriaggravato ad una sentenza di assoluzione per vizio totale di mente. La Corte d’Assise d’Appello di Napoli, nell’assolvere il P., ne aveva comunque ordinato il ricovero in residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza, in considerazione dell’elevata pericolosità sociale.
Nuove valutazioni psichiatriche e il ritorno in carcere - Il decreto di fermo emesso dalla Procura di Benevento nella giornata di ieri, è stato preceduto da un nuovo riesame dello stato di salute psico-fisica del P., affidato dagli Inquirenti al Dott. Alfonso Tramontano, psichiatra, il quale dopo aver visitato il ventinovenne nella Rems di San Nicola Baronia, ha concluso per la sua piena capacità di intendere e di volere nonché per la sua capacità di stare in giudizio. Da tale consulenza si sono quindi aperte le porte del carcere per il pluriomicida.
Per il delitto Chiarolanza, alla base del gesto commesso dal P., vi era stata la volontà di punire la vittima la quale si era resa responsabile dell’omicidio della madre e dello smembramento del suo corpo, ritrovato a pezzi in due borse Ikea sul ciglio della strada. Per il delitto Cannavacciuolo, avvenuto interamente sotto le telecamere della Struttura Rems, alla base del folle gesto vi sarebbe una disputa sulla figura di San Michele Arcangelo.











