Ristretti Orizzonti, 28 settembre 2026
Dal 7 all’11 ottobre a Benevento la XVIII edizione del Social Film Festival ArTelesia. Cinema e audiovisivo come strumenti di inclusione, partecipazione e confronto: dal progetto Cortincarcere alle opere realizzate con persone con disabilità, fino agli studenti chiamati a diventare giurati. Portare il cinema dove può diventare strumento di partecipazione, confronto e inclusione. Dentro una scuola, in un carcere, accanto alle persone con disabilità. E soprattutto trasformare chi normalmente è considerato soltanto spettatore in parte attiva del processo culturale.
È questa una delle anime della XVIII edizione del Benevento Social Film Festival ArTelesia, in programma dal 7 all’11 ottobre 2026, che torna a utilizzare il linguaggio cinematografico per affrontare questioni sociali e creare occasioni concrete di incontro tra persone ed esperienze differenti.
Il tema scelto per il 2026 è “Eroi”, ma gli eroi raccontati dal Festival non sono necessariamente quelli della narrazione tradizionale: sono anche persone che affrontano quotidianamente barriere, marginalità, fragilità e stereotipi e che, attraverso il cinema, possono trovare uno spazio di espressione e rappresentazione. Il cinema entra nella Casa Circondariale di Benevento.
Tra i progetti che meglio raccontano questa vocazione c’è Cortincarcere, percorso che porta il cinema all’interno della Casa Circondariale di Benevento. Venerdì 9 ottobre, alle ore 14, sarà proiettato nel carcere il lungometraggio “Macbeth - Black Heart” di Paola Beatrice Ortolani. Non una semplice proiezione: la regista incontrerà direttamente i detenuti, creando un momento di confronto sull’opera e sui temi affrontati dal film. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Camera Penale di Benevento nell’ambito del progetto Cortincarcere.
Portare un film all’interno di un istituto penitenziario significa in questo caso riconoscere alla cultura una funzione che supera l’intrattenimento: il cinema diventa occasione di relazione, riflessione e accesso alla vita culturale anche in un luogo di restrizione della libertà. Disabilità: da destinatari a protagonisti del racconto.
L’inclusione delle persone con disabilità rappresenta un altro asse centrale del Festival. Nel pomeriggio del 9 ottobre il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele ospiterà infatti l’anteprima del cortometraggio “Iva inclusa”, diretto da Marianna Sartore e prodotto dall’Associazione culturale Libero Teatro in collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Down. Nella stessa sezione sarà presentato anche “Confianza”, docuspot diretto da Pierluigi Porta e prodotto da Teatro Para Todos e Associazione Culturale Libero Teatro nell’ambito di Open Stage Inclusion - Erasmus+ Agenzia Italiana per la Gioventù. Due esperienze che spostano l’attenzione dal semplice “raccontare la disabilità” alla possibilità di costruire percorsi culturali nei quali inclusione e partecipazione entrano direttamente nei processi creativi. Studenti non spettatori, ma giurati C’è poi un altro elemento che caratterizza da anni ArTelesia: il rapporto con le nuove generazioni. Con Back to School, ragazze e ragazzi delle scuole e delle università non vengono invitati semplicemente ad assistere alle proiezioni. Diventano giurati. Sono chiamati a vedere i cortometraggi finalisti, confrontarsi con le opere e partecipare al processo di valutazione. Il 7 ottobre saranno coinvolti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e delle università, che al termine delle proiezioni incontreranno Andrea Pisani. L’8 ottobre toccherà agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre il 9 ottobre gli studenti delle superiori e delle università incontreranno Stefano Fresi. Un modo per lavorare sull’educazione all’immagine, ma anche per riconoscere ai più giovani un ruolo attivo nella costruzione di uno sguardo critico sulla realtà. Il cinema sociale come spazio di confronto.
ArTelesia nasce proprio attorno a questa idea: utilizzare l’audiovisivo per dare spazio a storie, persone e questioni che spesso faticano a trovare rappresentazione. La XVIII edizione mette in relazione cinema, scuola, carcere, disabilità, inclusione culturale e formazione, facendo dialogare opere italiane e internazionali con pubblici molto differenti. Anche l’anteprima mondiale di “A Million Yard Stare” di Ravi Gautam, in programma l’8 ottobre al Teatro Comunale di Benevento, sarà seguita da un incontro con il regista e con membri della comunità ucraina. Il film diventa così il punto di partenza per aprire un confronto che esce dallo schermo e coinvolge direttamente chi porta con sé esperienze legate alle questioni affrontate dall’opera. Cultura accessibile significa cultura partecipata.
Il Festival proseguirà fino all’11 ottobre con proiezioni, incontri, masterclass e appuntamenti diffusi. Accanto agli eventi cinematografici saranno presenti personalità del cinema e dello spettacolo come Andrea Pisani, Stefano Fresi, Alessandro Preziosi, Carolina Rey e Antonio Catania, ma il cuore sociale di ArTelesia rimane nella relazione tra il cinema e le persone.
La manifestazione si concluderà domenica 11 ottobre con il concerto del Laboratorio musicale didattico e inclusivo della cooperativa sociale iCare di Cerreto Sannita, diretto dal Maestro Marco Rosiello. Dalla scuola al carcere, dalla disabilità alle nuove generazioni, la XVIII edizione prova così a ribadire un principio semplice: la cultura diventa realmente inclusiva quando le persone non sono soltanto il pubblico a cui ci si rivolge, ma possono prendere parte all’esperienza, al racconto e alla sua costruzione. Info e prenotazione tickets: https://www.socialfilmfestivalartelesia.it









