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di Michele Andreucci


Il Giorno, 28 giugno 2021

 

Nella Casa circondariale Don Fausto Resmini di Bergamo i laboratori per imparare un nuovo mestiere. Favorire il reinserimento sociale dei detenuti, una volta scontata la pena. È l'obiettivo del progetto che vede la collaborazione di Comune di Bergamo-Ambito territoriale, casa circondariale Don Fausto Resmini, Abf-azienda bergamasca formazione, Soroptimist International Bergamo e Confindustria. Si tratta di un percorso formativo in confezione tessile suddiviso in un corso base tra giugno e luglio e uno avanzato in autunno.

Il primo, già in corso, è rivolto a 10 detenuti alla sede di Abf, e a 10 detenute impegnate nel nuovo laboratorio di confezione in allestimento nel carcere grazie al sostegno di Soroptimist (7 postazioni di cucito e 2 da stiro). Tre gli obiettivi: acquisire competenze in previsione di un avvicinamento dei detenuti al mondo del lavoro, dopo aver scontato la condanna; ricevere piccole commesse e lavorarle in carcere, grazie al laboratorio di confezione tessile; dare un senso alla pena attraverso la rieducazione e il successivo reinserimento nella società, il Comune di Bergamo partecipa al progetto attraverso il sostegno economico al percorso formativo.

La Casa circondariale garantisce le procedure necessarie all'allestimento del laboratorio tessile e all'individuazione dei detenuti destinati all'iniziativa, Abf è responsabile della didattica, Soroptimist fornisce l'allestimento del laboratorio e Confindustria offre un contributo economico. Spiega la direttrice del carcere di Bergamo, Teresa Mazzotta: "Il lavoro è veicolo di risocializzazione, salvaguardia della dignità e consente all'autore di reato di poter scegliere la strada della legalità". "Il lavoro è uno strumento di riabilitazione fondamentale per scongiurare la recidiva", sottolinea l'assessore comunale alle politiche sociali, Marcella Messina.