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L'Eco di Bergamo, 27 gennaio 2015

 

L'ultimo stratagemma scoperto dalla polizia penitenziaria del carcere di Bergamo per far arrivare a un detenuto tre panetti di hashish (50 grammi) e un telefonino. Il "pacco dono" era destinato a un detenuto di origini calabresi, un venticinquenne residente nella nostra provincia, che si trova in carcere da un mese per furto aggravato. L'uomo è stato denunciato così come la compagna che gli ha portato i "generi di prima necessità": si tratta di una ragazza di 25 anni residente nel Milanese. I due salumi sono stati passati sotto i raggi X che hanno evidenziato, nel centro di entrambe le mortadelle, degli oggetti di colore diverso. È bastato aprirle a metà per scoprire il telefono e i tre panetti di hashish. Ma se anche non fossero stati passati ai raggi X sarebbero ugualmente stati scoperti: la procedura prevede infatti che questo genere di prodotto venga tagliato prima di essere consegnato al detenuto. Sicuramente, in questo caso, c'è stato anche l'aiuto delle abili mani di un macellaio.

Dopo la droga nelle scarpe, le sim card negli slip e i cellulari nelle bombolette di gas, è arrivata anche la mortadella. Già, perché questo è l'ultimo stratagemma scoperto dalla polizia penitenziaria del carcere di via Gleno per far arrivare a un detenuto tre panetti di hashish e un telefonino. Tutto perfettamente nascosto in due belle mortadelle, perfettamente integre e confezionate con tanto di pellicola trasparente. Peccato che dentro ci fossero 50 grammi di hashish e un cellulare Nokia vecchio modello completo di sim card.

Il "pacco dono" era destinato a un detenuto di origini calabresi, un venticinquenne residente nella nostra provincia, che si trova in carcere da un mese per furto aggravato. L'uomo è stato denunciato così come la compagna che gli ha portato i "generi di prima necessità": si tratta di una ragazza di 25 anni residente nel Milanese.

Le mortadelle con sorpresa sono state scoperte sabato scorso, nel primo pomeriggio: la giovane si è presentata per il colloquio con il compagno e ha consegnato le due mortadelle agli agenti. Nella sala pacchi è avvenuto il controllo, una prassi per tutto ciò che viene portato all'interno del carcere ed è destinato ai detenuti.

I due salumi sono stati passati sotto i raggi X che hanno evidenziato, nel centro di entrambe le mortadelle, degli oggetti di colore diverso. È bastato aprirle a metà per scoprire il telefono e i tre panetti di hashish. Ma se anche non fossero stati passati ai raggi X sarebbero ugualmente stati scoperti: la procedura prevede infatti che questo genere di prodotto venga tagliato prima di essere consegnato al detenuto. Sicuramente, in questo caso, c'è stato anche l'aiuto delle abili mani di un macellaio. Per la coppia è dunque scattata la denuncia: "Agli uomini e alle donne della polizia penitenziaria di Bergamo e alloro comandante di reparto va, ancora una volta, il plauso da parte di questa organizzazione sindacale - commenta il vice segretario regionale del Sinappe, Alessandro Mondavi - in quanto, nonostante la nota carenza d'organico, continuano a dimostrare un profondo senso del dovere e spirito di abnegazione nonché spiccate doti investigative". Non è l'unico ritrovamento di cellulari o droga nel carcere di via Gleno: il sindacato riferisce infatti che, negli ultimi due anni, sono stati ben 30 i telefonini e diversi

quantitativi di sostanze stupefacenti sequestrati tra le mura del penitenziario.

L'ultima operazione risale a metà ottobre dello scorso anno, quando nell'area verde del reparto penale la Polpen ha ritrovato cinque ovuli di hashish, marijuana, un telefono cellulare e un carica-batterie. "La scorsa settimana sono stati trovati quattro cellulari a Verona e uno a Cremona - aggiunge Mondavi - segno che il fenomeno è dilagante, ma che il livello dei controlli è molto alto".