Corriere della Sera, 25 ottobre 2024
L’associazione Carcere e territorio è stata ascoltata oggi in Regione. “A Bergamo, venerdì scorso, abbiamo avuto un ulteriore decesso in carcere, un giovane di 34 anni trovato morto in cella. È la punta di un iceberg di una situazione di difficile gestione”. Lo dice Luigi Gelmi, vicepresidente dell’Associazione Carcere Territorio Bergamo che, insieme al presidente Fausto Gritti, è stato ascoltato questo pomeriggio dalla commissione speciale del Consiglio regionale della Lombardia che si occupa degli istituti penitenziari. “La popolazione carceraria ha avuto nel tempo una certa evoluzione verso problemi che riportano spesso al disagio mentale e alla dipendenza - spiega Gelmi. Sul tema della psichiatria, che sappiamo essere uno dei nodi problematici anche sul territorio, l’obiettivo strategico è di creare un Cps (Centro che si occupa di salute mentale, ndr) che faccia da raccordo tra il carcere e i territori di provenienza di queste persone. In attesa di ciò, la soluzione intermedia potrebbe essere di prevedere che in ognuno dei tre distretti della provincia di Bergamo venga individuato un referente delle strutture che si occupano di psichiatria, così avremo un’interlocuzione per le segnalazioni e l’invio nelle comunità che accolgono persone con disagio psichico”.
Il vicepresidente dell’associazione, che da più di 40 anni opera nel carcere di Bergamo, sottolinea che “la situazione è veramente pesante per gli agenti, per il personale, ma soprattutto per i detenuti perché le celle in diverse sezioni sono ancora chiuse e la conflittualità è sempre molto alta”. Il carcere di Bergamo “come tutte le altre carceri, soffre di sovraffollamento e di carenza di polizia penitenziaria”, dice il presidente Gritti. Che chiede ai consiglieri “la continuità dei finanziamenti regionali anche nel 2025”. E spiega: “Grazie alle risorse stanziate dalla Regione abbiamo finanziato tre progetti che ci hanno permesso l’accompagnamento lavorativo di 110 persone, di cui 100 con dei tirocini extracurriculari. Di queste, 90 persone detenute hanno potuto accedere alle pene alternative”.
L’associazione mette a disposizione anche degli alloggi che al momento accolgono 31 persone seguite da 7 educatori. Il presidente e il vicepresidente hanno poi sottolineato un rapporto critico con la nuova direttrice del carcere, Antonina D’Onofrio: “Ci sono delle resistenze” su alcune iniziative “che stiamo cercando pian piano di allentare perché la direzione vuole centralizzare tutto”, dice Gelmi. Per toccare con mano quanto emerso dall’audizione, la Commissione speciale farà visita al carcere di Bergamo entro la fine dell’anno.










