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Archivio storico

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di Armando Di Landro


Corriere della Sera, 19 luglio 2020

 

Manca personale per sistemare l'archivio. Gli immigrati: "Noi subito disponibili". Il personale scarseggia, c'è un solo addetto per l'archivio della Procura di Bergamo, che va riordinato e riorganizzato. E alla ricerca di volontari da parte della procuratrice e dei carabinieri, ha risposto l'Assosb, l'associazione dei senegalesi di Bergamo. "Ci siamo resi disponibili subito dopo un contatto con il tenente di Zingonia", dice il presidente Tidiane Seck. L'archivio è risistemato al 50%. Si proseguirà in settimana.

Un silenzio profondo caratterizza solitamente il sabato mattina degli uffici pubblici. Ieri, invece, un gruppo nutrito di immigrati senegalesi, circa 30 persone, è uscito dalla Procura a voce alta, allegra. Uno dopo l'altro, giovani e meno giovani, papà, mamme, ragazze e ragazzi. Una presenza che però non ha nulla a che vedere con inchieste in corso, attuali o più datate, ma c'entra parecchio con le ormai arcinote e annose carenze di personale della giustizia italiana. Fanno volontariato, i senegalesi in Procura, sono in servizio da mercoledì 15 luglio e andranno avanti fino a giovedì, ancora per quattro giorni, per sistemare l'archivio al piano interrato.

La loro Assosb, associazione dei senegalesi di Bergamo, attiva sul territorio dai primi anni Duemila, tramite un contatto con i carabinieri della tenenza di Zingonia, ha risposto all'appello del procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, per un intervento che in pochi giorni potesse garantire lo spostamento di centinaia di faldoni e un riordino completo dell'archivio, che ha il compito di conservare in sicurezza migliaia di atti giudiziari, anche molto datati.

L'addetto a quel servizio, in Procura, è uno solo. Ne servirebbero molti di più, ma non c'è altra disponibilità di personale amministrativo, nessuna prospettiva di nuove assunzioni. Ed ecco la soluzione. Durante la ricerca di eventuali volontari da parte dei carabinieri, l'idea è venuta al tenente di Zingonia Gerardo Tucci, che conosce l'attività dell'Assosb soprattutto nella sua zona. Un'associazione molto ben organizzata, che ha contatti con quasi tutte le famiglie senegalesi residenti tra città e provincia.

"Abbiamo subito risposto che ci saremmo stati", racconta il presidente dell'associazione, Tidiane Seck, mentre organizza una foto di gruppo fuori dalla Procura, attorno a mezzogiorno, per tenersi un ricordo di questa iniziativa. "Abbiamo pensato che fosse importante, anche in questo caso, dare il nostro contributo alla città e alla provincia di Bergamo e comportarci da cittadini bergamaschi e italiani, offrendo un aiuto alle istituzioni". Il contatto con il tenente Tucci "è stato una settimana fa, abbiamo detto che ci saremmo stati in tempi brevi - prosegue Seck. C'era solo il problema di organizzarci, tra studi dei più giovani e lavoro degli adulti, ma ce l'abbiamo fatta rapidamente".

Il lavoro dei volontari è stato coordinato dalla direttrice dell'ufficio Salute e sicurezza della Procura e da un luogotenente dei carabinieri in servizio in piazza Dante. Anche all'uscita, ieri in tarda mattinata, tutti i volontari indossavano mascherina e guanti. E per evitare assembramenti particolari e organizzare meglio il lavoro al piano interrato, i faldoni sono stati spostati con una catena umana di persone a una certa distanza tra loro. Circa il 50 per cento del lavoro da fare è stato portato a termine, ma bisogna proseguire. I volontari dell'Assosb torneranno al lavoro domani. Ieri non è stato possibile mettersi in contatto, per un commento sull'iniziativa, con il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che è in ferie per un breve periodo.