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bergamonews.it, 15 marzo 2020


Il sindaco Gori in visita ai detenuti. La ditta Globo, fornitrice del Comune di Bergamo, nella serata di venerdì 13 marzo ha donato e installato otto computer con i quali sarà possibile realizzare dei "colloqui telematici" tra i detenuti e i loro familiari. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha fatto visita ai detenuti della Casa circondariale di via Gleno, li ha incontrati e ha ascoltato le loro richieste dopo le proteste dei giorni scorsi. In serata la ditta Globo, fornitrice del Comune di Bergamo, nella serata di venerdì 13 marzo ha donato e installato otto computer con i quali sarà possibile realizzare dei "colloqui telematici" tra i detenuti e i loro familiari.

Ecco il resoconto della giornata narrato dallo stesso sindaco. "Ho trovato un momento di pausa e vorrei dedicarlo a chi sta in carcere. Ai detenuti e chi lavora per la loro sorveglianza. C'è in generale il rischio di dimenticarcene e a maggior ragione in questi giorni difficili in cui, paradossalmente, ognuno di noi sperimenta cosa possa voler dire - con tutte le differenze del caso - trovarsi reclusi.

Noi stiamo chiusi nelle nostre case e usciamo solo per necessità. Ai detenuti, a causa dell'epidemia, sono state sospese le visite. È stato deciso a loro tutela - è facile immaginare le conseguenze se il virus dovesse penetrare dentro le mura di un carcere - ma molti hanno reagito male. Molti di loro hanno mogli o mariti e figli a casa e sono preoccupati, come tutti. Nelle carceri di diverse città hanno reagito molto male, ci sono state violenze e purtroppo diversi morti. Non a Bergamo, per fortuna, dove i detenuti hanno scelto la via del dialogo con le autorità di sorveglianza. E anche per questo - per esprimere loro l'apprezzamento per questa scelta di condotta pacifica e costruttiva - mi sono reso disponibile ad incontrarli.

Mi hanno accolto in una saletta, alla presenza della Direttrice della Casa Circondariale e del personale di sorveglianza: una quindicina di detenuti in rappresentanza delle diverse sezioni. Mi hanno letto e consegnato due documenti, uno indirizzato alle istituzioni politiche e in primo luogo al Ministro della Giustizia Bonafede, l'altro - contenente alcune istanze più puntuali - al Presidente del Tribunale di Sorveglianza. Ne hanno spiegato il contenuto, mostrando di capire bene l'emergenza a cui tutti stiamo facendo fronte e le ragioni delle restrizioni a cui sono stati sottoposti. Ma mi hanno chiesto attenzione, e riconoscimento del loro essere cittadini come gli altri, con la loro umanità e il loro diritto alla salute.

Chiedono che il Tribunale di Sorveglianza applichi le disposizioni - vigenti - che ad alcuni di loro consentirebbero di tornare a casa, o di scontare la pena ai domiciliari. Non mi addentro in questo campo, che non mi compete. Ma voglio ringraziarli per la cortesia con cui mi hanno accolto e per il senso di responsabilità testimoniato dai loro comportamenti e dalle loro parole.

Nelle prossime ore faremo recapitare alla Casa Circondariale di via Gleno otto computer, regalati dal nostro fornitore Globo, con i quali sarà possibile realizzare dei 'colloqui telematici' tra i detenuti e i loro familiari, sperando che questo brutto momento finisca presto".