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di Mauro Zola

La Stampa, 22 ottobre 2024

Con il materiale di “fine pezza” donato da alcune delle principali aziende tessili locali saranno realizzati 7500 pezzi dotati di un kit multimediale di promozione del territorio. Sono tremila le borse, confezionate in tessuti pregiati dai detenuti nel carcere di Biella, che i commercianti di Biella potranno regalare ai propri clienti nell’ambito del progetto “Shopper” realizzato grazie ai fondi regionali destinati al Distretto urbano del commercio (a cui si è aggiunto anche un contributo diretto dell’amministrazione). Un progetto che a grandi linee segue quello già lanciato a Cossato: a coordinarlo è sempre Paola Fini, ma si discosta in più di un senso. A fronte di un investimento economico minore, pari e 7 mila 500 euro (presi dai 250 mila assegnati dalla Regione per il commercio) verranno realizzate molte più borse e i contenuti multimediali a queste collegate non comprenderanno il podcast che tante discussioni ha provocato nella cittadina confinante, ma proposte più legate direttamente al commercio, come un questionario per capire meglio la clientela e in futuro anche offerte e proposte dei vari negozi che aderiranno e che a loro volta riceveranno le Shopper gratuitamente.

A spiegarlo è stata l’assessore comunale Anna Pisani, che ha anche delineato gli obiettivi cardine del progetto: “La promozione e il marketing dei negozi della città” ma anche “l’attenzione alla sostenibilità ambientale, alla promozione sociale e all’innovazione digitale”. Nel primo caso a far la differenza sono i tessuti pregiati, donati dai Piacenza 1733, Vitale Barberis Canonico 1663, Drago Lanificio, Carnet (che biellese non è ma si serve delle stoffe locali), che sono però dei cosiddetti “fine pezza”, quindi altrimenti difficilmente utilizzabili. Anche i manici saranno realizzati in materiale riciclato e le borse potranno naturalmente essere utilizzate più volte. A confezionarle penseranno sette detenuti, utilizzando le strutture del laboratorio di sartoria già attivo all’interno della casa circondariale. Per insegnare loro a maneggiare il tessuto e coordinarne l’attività, è stata scelta una sarta esperta, Angela Maltese, indicata da Confartigianato, che ha voluto entrare come partner del progetto, che mira a coinvolgere tutte le associazioni di categoria. “Favoriremo in questo modo così l’inclusione sociale dei detenuti - ha proseguito Pisani -, si tratterà per loro di partecipare a un processo di formazione di grande valenza, potranno infatti imparare un mestiere che saranno in grado di sfruttare una volta scontata la loro pena”.

Per quel che riguarda la parte multimediale, a tutte le borse verrà aggiunto un Dx Marker (acronimo di Digital Experience Marker, una specie evoluta del Qrcode) che una volta inquadrato “indirizzerà il consumatore a visitare anche gli spazi digitali dedicati al racconto del progetto, alla promozione del commercio locale, alle attività della città e a servizi innovativi. Le borse diventano così un oggetto che esce dai punti vendita e continua a comunicare ogni volta che sarà riutilizzata non solo in città ma anche in altri luoghi. Con queste Shopper diffuse tra i consumatori avremo modo di raccontare anche le nostre radici, comunicando l’attitudine all’eccellenza e alla valorizzazione della bellezza”. Il primo contenuto disponibile sarà un video dell’assessore, seguiranno testi sul distretto urbano del commercio e il già citato questionario sulle abitudini di acquisto.