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di Simona Romagnoli

La Stampa, 7 luglio 2024

La Casa circondariale apre le porte ai familiari dei detenuti per la giornata di “Bambinisenzasbarre”. Non un semplice giorno di colloquio, ma un’occasione per stare insieme, parlare e giocare. Una situazione normale per qualsiasi bambino, che diventa eccezionale quando uno dei genitori è detenuto. Anche l’amministrazione della Casa Circondariale di Biella, in accordo con il ministero della Giustizia, ha aderito all’iniziativa “Partita con mamma e papà”, organizzata da Bambinisenzasbarre e giunta alla sua ottava edizione.

Ieri mattina, quindi, le porte dell’istituto penitenziario di via dei Tigli si sono aperte e le famiglie si sono ritrovate nel campo da calcio per stare insieme e giocare. Papà e figli, ma anche altri detenuti che hanno aderito e alcuni dei volontari del Tavolo Carcere si sono mescolati tra loro formando le due squadre. L'incontro, diretto da una terna arbitrale professionista, è finito in parità, con quattro gol per parte.

Particolare curiosità ha creato una sfida familiare molto divertente, tra il figlio dal buon piede in maglia gialla e il padre schierato in porta per i bianchi. Il primo voleva segnare e ci è riuscito: due volte. “L’ho fatto segnare perché è mio figlio”, ha commentato ridendo il padre dopo il primo gol. Dopo il secondo ha aggiunto: “Segna perché quando lo vedo mi emoziono”. Una battuta? Sì, ma con un evidente fondo di verità.

La mattinata è proseguita con un’altra partita in cui sono entrati in campo anche i bimbi più piccoli, prima intrattenuti dai palloncini e dai disegni dei clown dottori dell’associazione “Il Naso in Tasca”. Tutti hanno infine condiviso un momento conviviale a base di pizza e frutta.

L’iniziativa, ideata da Bambinisenzasbarre, è stata organizzata per la prima volta nel 2015 ed è progressivamente cresciuta: dai 12 istituti che hanno aderito alla prima edizione si è arrivati a 79 lo scorso anno. L’associazione si propone di mantenere il legame tra il genitore detenuto e il bambino, attraverso varie iniziative. La partita è un momento particolare perché “incide anche sul carcere che si ritrova a mobilitarsi in ogni suo settore e a prendere coscienza del fatto che i bambini possono essere, con la loro sola periodica presenza, dei fattori di cambiamento”.

L’appuntamento a Biella è stato organizzato dagli agenti della Rete per la Genitorialità in collaborazione con le associazioni che fanno parte del Tavolo Carcere e che si occupano dei detenuti, supportandoli per necessità specifiche e organizzando iniziative e attività all’interno della struttura. “Il nostro compito – spiega Jacopo Sacco, agente di Rete per la Genitorialità che ha coordinato l’iniziativa – è di fare da collegamento tra l’istituto, le associazioni e i detenuti. In questa occasione abbiamo coinvolto anche altri detenuti. I papà non erano infatti in numero sufficiente per formare due squadre e abbiamo esteso l’invito a quelli che frequentano il campo. In base alle diverse sezioni, infatti, hanno la possibilità di accedervi per giocare. Tra le iniziative che mirano a supportare le dinamiche familiari, questa della partita ha risvolti particolarmente importanti, più significativi rispetto al periodico colloquio, perché permette una socializzazione che parte dall’incontro e dal gioco”.