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di Federica Cravero

La Repubblica, 10 febbraio 2023

Le accuse di tortura riguardano episodi avvenuti la scorsa estate ai danni di tre reclusi. Le immagini delle telecamere a confermare il racconto delle vittime. Tutti sospesi.

Torna al centro delle cronache il carcere di Biella, dopo che la procura guidata da Teresa Angela Camelio ha notificato avvisi di garanzia a 28 agenti della polizia penitenziaria con l’accusa di torture. Nel caso di un commissario il giudice ha anche disposto l’arresto ai domiciliari.

Le accuse riguardano episodi avvenuti la scorsa estate ai danni di tre detenuti, due originari del Marocco e uno della Georgia, che sarebbero stati malmenati e legati in cella. Ci sarebbero le immagini delle telecamere a confermare il racconto delle vittime. Gli agenti saranno interrogati nei prossimi giorni. Per tutti la procuratrice ha chiesto la sospensione dal servizio e sarà il gip a pronunciarsi, dopo che avrà sentito le loro difese.

L’inchiesta, che è condotta dai carabinieri e dagli investigatori della polizia penitenziaria, ha avuto origine dalle segnalazioni che le vittime degli abusi hanno fatto alla garante dei detenuti di Biella, Sonia Caronni, e al garante regionale Bruno Mellano. Il racconto dei maltrattamenti è arrivato poi al provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria che ha portato gli elementi raccolti in procura, perché si potessero fare degli accertamenti e chiarire eventuali responsabilità. Dopo l’inchiesta di Torino (il cui processo sta per concludersi) e quella più recente di Ivrea, anche a Biella dunque si ipotizza il reato di torture. Ed è una contestazione che arriva pochi giorni dopo la visita di Andrea Delmastro Delle Vedove (Fdi), sottosegretario alla Giustizia con delega al Dap, che si è conclusa con “l’impegno di assegnare entro marzo un direttore e un comandante della penitenziaria” fisso in ogni istituto. Adesso ci sono dei reggenti, anche se “già ora il direttore e il comandante della penitenziaria sono in missione fissa a Biella, dove la situazione appare più difficile rispetto agli altri istituti in cui sono a scavalco”, ha precisato Delmastro.

Il fascicolo sugli episodi della scorsa estate si aggiunge ad altre inchieste aperte sull’istituto penitenziario biellese. A dicembre la squadra mobile ha arrestato in flagranza un agente e due detenuti per un vasto giro di spaccio dietro le sbarre su cui ancora si sta indagando. Un anno fa, invece, un’inchiesta ha svelato i “furbetti del tampone”, che usavano per dipendenti, parenti e amici i test anticovid destinati ai detenuti. Sull’altro fronte, invece, più volte si sono levate le proteste dei sindacati della polizia penitenziaria, che denunciano il clima teso che si vive dietro le sbarre con ripetute aggressioni agli agenti da parte dei detenuti.

Ma soprattutto l’inchiesta sulle torture riporta alla memoria l’indagine del 2002 con 57 indagati per pestaggi e vessazioni nei confronti dei detenuti, in cui era stato coinvolto anche il personale sanitario. Proprio in quel periodo era anche evaso il serial killer Maurizio Minghella, che aveva fatto finire la casa circondariale nella bufera.