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di Paolo La Bua

 

La Stampa, 30 aprile 2020

 

Una trentina di detenuti del carcere di Biella produrranno mascherine per combattere l'emergenza sanitaria. "Nello scorso mese di dicembre avevamo avviato un laboratorio sartoriale per produrre divise della polizia penitenziaria - spiega la direttrice della struttura penitenziaria di via dei Tigli, Tullia Ardito -. Il progetto è stato sospeso nelle scorse settimane, per avviare una riconversione, in modo da essere in grado di realizzare mascherine e altro materiale utile per contrastare il "Corona-virus". Siamo pronti e tra pochissimi giorni le persone selezionate potranno iniziare i lavori".

Il progetto sartoriale legato alle divise della polizia è un fiore all'occhiello della struttura detentiva biellese, dove ci sono altri progetti legati alla coltivazione e alla vendita di prodotti agricoli realizzati in serre e orti. A regime avrebbe dovuto impiegare una cinquantina di persone, secondo gli obiettivi. "Però non siamo riusciti a coinvolgere e formare così tante persone, perché l'emergenza sanitaria ci ha bloccato l'iter, che riprenderemo una volta superata l'attuale situazione di crisi".

Il carcere biellese non è stato toccato dalla pandemia, secondo quando spiega la direttrice. "Attualmente i detenuti sono circa 550 - aggiunge -. Gli agenti in servizio invece circa 180, cui vanno aggiunti una ventina di impiegati amministrativi. Non abbiamo registrato contagi, per ora. L'aspetto più complesso comunque sta nella gestione dei trasferimenti, in entrata, che presuppongono visite mediche, controlli e accertamenti sanitari con tempistiche non sempre agevoli per le regole e la vita di un istituto carcerario".