di Mauro Zola
La Stampa, 5 luglio 2025
Parte dalla Casa circondariale di Biella il progetto pilota per migliorare la capacità d’accesso alle cure mediche per i detenuti, frutto del protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà. Nei prossimi mesi dovrebbero aggiungersi le carceri di Ancona e di Taranto.
Grazie a un accordo con l’Asl di Biella dovranno essere potenziati gli ambulatori di odontoiatria e oculistica sociale, sia garantendo una maggiore presenza di personale medico sia attraverso la modernizzazione delle attrezzature. Entrambi i servizi sarebbero finalizzati, inoltre, alla fornitura di dentiere e lenti correttive per i detenuti della casa circondariale. Sulla base dell’accordo sottoscritto il 30 giugno dovrebbero partire entrambi i servizi.
Da questo mese a marzo del prossimo anno dovranno essere garantite almeno 650 visite oculistiche della durata approssimativa di 45 minuti l’una, con creazione di un’agenda di prenotazione delle visite e quindi delle prescrizioni per lenti e montature fino alla consegna degli occhiali. Lo stesso numero di visite vale anche per l’ambulatorio di odontoiatria e per la fornitura di dentiere o altri supporti. Il tutto documentato da report trimestrali.
A trovare il personale medico sarà l’Istituto nazionale per la promozione della salute che dovrà anche integrare la strumentazione dell’ambulatorio del carcere con dispositivi concessi in comodato d’uso all’Asl. A pagare le spese del personale medico sarà il Dap, con 86,80 euro per ogni ora da fatturare. L’accordo è valido per due anni eventualmente rinnovabile per altri due.
“Con questa iniziativa - ha spiegato nel corso della presentazione il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro - potenziamo l’accesso alle cure sanitarie all’interno del carcere, in particolare nei settori di oculistica e odontoiatria, senza gravare sulle liste d’attesa della sanità pubblica. Si tratta di un progetto pilota che parte da Biella, ma che progressivamente sarà esteso su tutto il territorio nazionale. Un modello virtuoso, che dimostra cosa significa lavorare seriamente per garantire equità, dignità e sicurezza anche in ambito penitenziario”.











