di Mauro Zola
La Stampa, 26 luglio 2025
La visita della vicepresidente Pd del Senato. Nel mirino anche assistenza sanitaria e lavoro interno. Sono stati i Giovani Democratici a organizzare la visita nella casa circondariale di Biella a cui hanno partecipato la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, il senatore Andrea Giorgis, la consigliera regionale Emanuela Verzella e la segretaria provinciale Pd Elisa Francese. Il quadro generale della struttura ha evidenziato più di un problema, molti dei quali comuni a tutti gli istituti di pena piemontesi. “Il padiglione più datato ha bisogno di seri interventi strutturali - ha spiegato all’uscita Giorgis - e come in praticamente tutte le strutture carcerarie del Paese si soffre per il sovraffollamento. La capienza sarebbe di 395 detenuti ma ce ne sono 474”.
“Altro dato preoccupante - ha rimarcato Rossomando - riguarda la carenza nell’organico, gli agenti in servizio dovrebbero essere 255 ma ne manca un terzo e sono quindi 175, con un numero importante di giovani costretti a svolgere mansioni per cui servirebbe una maggiore esperienza A questo si somma la carenza nei ruoli intermedi: sono presenti 15 ispettori mentre dovrebbero essere 25”. È giudicata molto preoccupante anche la situazione sanitaria. “È molto alto il numero di chi soffre di problemi psichiatrici, questo fa sì che in cella ci siano detenuti che invece non dovrebbero starci. Il supporto sanitario a livello regionale è scadente, gli specialisti a Biella sono presenti poche volte al mese e manca il supporto psicologo soprattutto per ridurre il rischio suicidi. L’Asl si starebbe attivando ma al momento non si sta facendo nulla”.
Altro problema è l’assenza delle cartelle sanitarie elettroniche. “Chi è stato spostato da un istituto all’altro - ha commentato Filippo Gambini, responsabile Legalità dei Gd piemontesi - ha sempre dovuto aspettare che arrivasse la propria cartella clinica su carta. La digitalizzazione permetterebbe di seguire anche le cure farmacologiche, di avere un quadro generale, invece nonostante la tecnologia sia facilmente disponibile non si è ancora provveduto”. Per il lavoro, “Biella può contare sul laboratorio tessile, ma che occupa poche persone mentre quasi tutti vorrebbero lavorare. Ciò però dipende dai fondi insufficienti. Sarebbero invece soldi ben spesi per un’operazione di reale sicurezza che viene soltanto dal recupero di chi ha passato un periodo in carcere e a cui va data una nuova opportunità”.











