altreconomia.it, 27 maggio 2024
Martedì 28 maggio Luca Rondi avrebbe dovuto incontrare all’interno della Casa circondariale alcuni detenuti e un centinaio di studenti e studentesse delle scuole superiori per parlare di carcere, salute mentale e giornalismo. L’evento, in programma da mesi, è stato annullato senza chiare motivazioni. Un episodio di chiusura grave. Martedì 28 maggio il nostro Luca Rondi avrebbe dovuto partecipare a un incontro presso la Casa circondariale di Biella, intervistato da un gruppo di studenti delle Scuole superiori e da alcuni detenuti sul tema della salute mentale e del suo lavoro di giornalista. Un incontro programmato da mesi e già autorizzato dall’amministrazione penitenziaria, che era a conoscenza della tematica trattata. Venerdì 24 maggio, però, l’incontro è stato cancellato “causa i molti impegni istituzionali” e le “diverse criticità del periodo che richiedono la massima attenzione”, ed è stato rimandato “all’inizio del prossimo anno scolastico ovvero a data successiva da concordarsi”.
Coincidenze particolari. La settimana prima della cancellazione abbiamo pubblicato i dati sull’utilizzo di psicofarmaci proprio nella struttura di Biella da cui emerge un quadro preoccupante. Secondo i dati pubblicati da Antigone nel 2023 quasi otto detenuti su dieci ne assumevano, secondo l’analisi dei dati forniti dall’Azienda sanitaria di Biella ad Altreconomia emerga una spesa a detenuto tra il 2021 e il 2022 molto elevata rispetto ad altri istituti italiani analizzati nella nostra inchiesta “Fine pillola mai”. A oggi non è pervenuta nessuna replica dall’istituto né dall’Azienda sanitaria. Così come l’annullamento dell’incontro, giunto senza chiarimenti o richieste di confronto.
Da fonti non istituzionali siamo a conoscenza che la veridicità di quanto da noi pubblicato sarebbe stata messa in dubbio. Confermiamo quanto scritto nel pezzo segnalando una sola correzione: laddove abbiamo indicato che “in tre anni, 2020-2022, un farmaco su tre acquistato era uno psicofarmaco” c’è un’imprecisione perché i dati si riferiscono al 2018, 2021 e 2022. Non al 2020/2021/2022. La sostanza è la stessa.
La decisione dell’amministrazione penitenziaria sull’evento di Biella sembra non riguardare in maniera puntuale l’oggetto dell’inchiesta ma forse una tendenza a una inaccettabile “chiusura” a priori del sistema. Luca Rondi ha lavorato sull’inchiesta “Fine pillola mai” per oltre dieci mesi analizzando dati ma soprattutto confrontandosi costantemente con chi le carceri le visita e le vede tutti i giorni - come Antigone - e con psichiatri e medici che operano all’interno dei penitenziari. Da ottobre 2023 in poi il lavoro non si è fermato. Abbiamo portato l’inchiesta alla Camera dei deputati e su tanti territori per raccontare il lavoro svolto e confrontarsi, nuovamente, con numerosissimi professionisti. Non ci siamo mai sottratti al confronto o alle critiche. Eppure oggi ci troviamo di fronte all’impossibilità di parlarne.
L’aspetto più rilevante di questa triste vicenda riguarda gli oltre cento ragazzi e ragazze tra i 16 e i 18 anni che martedì 28 maggio avrebbero fatto ingresso in carcere. Da mesi alcuni di loro si occupavano di questo evento, preparato con l’aiuto dei docenti nei minimi dettagli e facendo anche ingresso nella struttura per conoscere i detenuti che avrebbero intervistato con loro Luca Rondi. Sono i ragazzi a pagare il prezzo più alto di questa decisione. Ed è paradossale in un contesto in cui il carcere soffre, soprattutto, perché è dimenticato e isolato dalla comunità. Pochi si interessano delle sorti di chi è recluso e delle diverse figure professionali che operano nelle strutture. Il messaggio che arriva a studenti e studentesse, che avrebbero varcato le soglie della Casa circondariale, è la sconfitta più grande.









