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di Alessandra Ziniti

La Repubblica, 25 gennaio 2023

Il Carroccio infila nelle pieghe del testo sulle navi delle Ong alcune norme già cancellate dal Parlamento. Dalle Ong ai permessi di soggiorno e all’accoglienza dei migranti. La Lega prova a far rientrare dalla finestra alcuni capisaldi del primo decreto sicurezza firmato Salvini spazzati via dalle modifiche apportate successivamente dal Parlamento. E lo fa infilandoli nelle pieghe del decreto immigrazione, presentato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e approvato dal governo subito dopo Natale, durante l’iter di conversione in legge del provvedimento che dovrebbe arrivare in aula il 2 febbraio.

Via la protezione speciale, via i richiedenti asilo dal sistema di accoglienza diffusa, paletti persino ai ricongiungimenti familiari e commissariamento delle associazioni e delle cooperative che si occupano di accoglienza in caso di violazioni e irregolarità nella gestione dei centri. Una norma “antiSoumahoro”, la definisce il leghista Igor Iezzi, primo firmatario di una quindicina di emendamenti presentati davanti alla prima e alla nona commissione della Camera che oggi dovranno vagliarne l’ammissibilità.

Ed è proprio questo il grimaldello su cui puntano i deputati dell’opposizione che obiettano come la Lega stia provando ad introdurre surrettiziamente in un decreto che ha come oggetto l’attività delle Ong questioni che nulla hanno a che vedere con la flotta civile e puntano a rendere sempre più difficile la concessione di permessi di soggiorno e a tagliare sull’accoglienza, intaccando persino il diritto ai ricongiungimenti familiari e le garanzie sul diritto d’asilo.

Iniziativa della Lega o sostanziali modifiche al provvedimento con la copertura di tutto il governo? I rumors che girano nei corridoi di Montecitorio avvalorano l’ipotesi di un tentativo di colpo di mano leghista che potrebbe andare a segno se la maggioranza rimarrà compatta.

E dunque: gli emendamenti puntano a cancellare la cosiddetta protezione speciale, introdotta nel 2020 dopo l’abolizione, da parte del decreto Salvini, della protezione umanitaria. Un salvagente per quanti, non avendo i requisiti per la protezione internazionale, rischiano di essere mandati indietro in Paesi dove rischiano la tortura o la persecuzione. Se dovesse essere cancellata quasi la metà di quanti sbarcano in Italia non avebbero diritto al permesso di soggiorno. Circa 15.000 le persone che negli ultimi due anni hanno ottenuto la protezione speciale in Italia.

La Lega prova poi, così come era nella prima versione del decreto Salvini, a ricacciare nei centri di accoglienza straordinaria i richiedenti asilo che oggi invece trovano ospitalità ben più dignitosa e soprattutto possibilità di integrazione nel sistema di accoglienza diffusa. Per loro, di nuovo, solo vitto e alloggio, niente formazione né percorsi di lavoro se prima non otterranno il permesso di soggiorno. Corsa a ostacoli persino per i ricongiungimenti familiari: il reddito minimo richiesto dovrebbe passare da 5 a 12.000 euro l’anno con un aumento del 50 % per ogni membro della famiglia: per intenderci, un immigrato regolare che volesse far venire moglie e due figli dovrebbe dichiarare un reddito annuo di 24.000 euro e una casa con determinate caratteristiche. Ancora: previsto il raddoppio dei tempi di detenzione nei CPR dei migranti destinati al rimpatrio che non avrebbero più neanche la possibilità di rivolgersi al garante dei detenuti.

“È gravissimo che si vogliano introdurre surrettiziamente ulteriori restrizioni per i migranti - dice Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci - Si punta ancora una volta ad aumentare il numero degli irregolari e il conseguente disagio sociale per mera propaganda”.