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di Noemi di Leonardo

bolognatoday.it, 28 ottobre 2024

Una delegazione ha fatto un sopralluogo all’istituto minorile: “Situazione peggiorata rispetto all’anno scorso”. Il tema delle carceri bolognesi continua a temere banco, dalla Dozza all’Istituito Penale Minorile. Ieri è scattato l’allarme in via del Gomito, quando un detenuto ha dato fuoco a una cella, rendendo necessario evacuare l’intera sezione. Nei giorni scorsi una delegazione del sindacato di polizia penitenziaria, FP CGIL, hanno effettuato una visita al Pratello. Evidenti le problematiche, dalle carenze di organico di penitenziaria e dei funzionari giuridici pedagogici, evidenziando le varie problematiche, al pensionamento del direttore.

“La delegazione ha riscontrato una situazione gravemente peggiorata rispetto a quanto rilevato lo scorso anno. - scrive Donato Nolè, coordinatore nazionale Fp Cgil polizia penitenziaria, in una nota indirizzata ai dipartimenti e al sottosegretario alla giustizia, Andrea Del Mastro Delle Vedove - Oltre al sovraffollamento cronico con circa 44 ristretti, alcuni dei quali con problematiche psichiatriche, è emersa una carenza di personale tale da costringere la direzione a sospendere i periodi di ferie richiesti”.

La struttura, secondo la delegazione è “in stato di degrado avanzato, trascurata, con ambienti sporchi, spazi sportivi e ricreativi esterni con recinzioni danneggiate, e una postazione di controllo totalmente inutilizzabile”. Il posto letto, riferisce il sindacalista, sono assicurati “solo attraverso soluzioni di fortuna. Diversi posti di servizio restano scoperti per mancanza di personale, inclusa la sala regia, che dovrebbe monitorare l’intera struttura ma viene utilizzata per scopi impropri”. Anche il personale è “provato, scoraggiato ed esasperato, costretto a turni massacranti e straordinari eccessivi, con un sottufficiale - racconta - che, durante la visita, si trovava a svolgere molteplici mansioni contemporaneamente, tra cui il ruolo di comandante di reparto, sorveglianza generale, accompagnamento di un detenuto e accettazione di nuovi minori presso il Cpa (centro di prima accoglienza)”.

“L’Istituto, in uno stato di degrado paragonabile a una realtà post-bellica, appare senza governo, con ristretti liberi di muoversi senza adeguata sorveglianza. La situazione di insicurezza è aggravata dal rapporto numerico tra operatori e minori, ben al di sotto dei livelli minimi - si legge nella missiva - a ciò si aggiunge la preoccupazione per i continui distacchi e le assenze di personale per vari motivi, compresi quelli impegnati in formazione. Gli agenti rimasti operativi affrontano sacrifici enormi, spesso anticipando di tasca propria le spese di missione, alcune delle quali ancora in attesa di pagamento per gli anni 2022-2023”.

FP CGIL si rivolge dunque all’amministrazione “per prendere in mano una situazione che compromette i diritti elementari dei minori e le dignitose condizioni di lavoro del personale - e chiede un incremento dell’organico, educatori e assistenti sociali, un nuovo comandante titolare, la riduzione del numero dei minori detenuti “in particolare di quelli con problematiche più gravi, viste le dimensioni limitate della struttura che non consentono un controllo adeguato”.

“Durante la visita, abbiamo incontrato un agente recentemente assegnato, entusiasta e sorridente - riferiscono - Il nostro auspicio è che questo giovane agente non perda quel sorriso a causa delle condizioni di lavoro proibitive che, purtroppo, hanno già segnato il resto del personale”. Il capo dipartimento della giustizia minorile, Antonio Sangermano, era presente in città per altri impegni istituzionali, fa sapere Nolè: “Esprimiamo il nostro rammarico per la mancata visita all’Istituto e speriamo che in futuro possa dedicare più attenzione alla situazione critica in cui versa”.