di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 6 maggio 2025
Il garante Roberto Cavalieri ha visitato il carcere minorile dopo i disordini dei Pasqua e il caso di Antonio Pappalardo. Ha chiesto chiarimenti ai vertici della giustizia minorile: “Chi ha deciso la punizione?”. Sarebbe stato tenuto in isolamento, per cinque giorni, all’interno di una cella priva di materasso e senza finestre, perché le uniche presenti sarebbero state sigillate quale forma di punizione. A rendere note le condizioni in cui avrebbe vissuto nelle settimane passate un detenuto del carcere del Pratello e a chiedere chiarimenti, il garante regionale per i detenuti Roberto Cavalieri, in visita nei giorni scorsi all’istituto penale minorile di Bologna in seguito ai disordini di Pasqua; tensioni rispetto alle quali il garante ha fatto sapere di “non aver ricevuto alcuna comunicazione dalla direzione del carcere o dal centro giustizia minorile”.
La richiesta di chiarimenti - Su questi punti - e non solo - Cavalieri ha dunque sollecitato un riscontro con una lettera inviata ai direttori dell’Ipm, del centro di giustizia minorile e al capo dipartimento giustizia minorile. Che la situazione fosse ancora delicata lo si era percepito anche nelle settimane successive la Pasqua: alcuni promotori della rivolta sono stati trasferiti, ma il numero di ragazzi presenti è tornato subito a sfiorare i 50 (ben al di sopra della capienza regolamentare); poi è arrivata la rimozione del dirigente della giustizia minorile ad interim per l’Emilia-Romagna, Antonio Pappalardo, in seguito all’indagine del ministero della Giustizia partita da alcuni post pubblicati sul suo canale Telegram contro Papa Francesco; ora l’avvicendamento del comandante della penitenziaria.
Provvedimento punitivo - Come spiegato dallo stesso garante, che ha appreso dell’isolamento durante un colloquio con due giovani ristretti, un ragazzo sarebbe stato tenuto in una cella “senza finestra nel bagno e con finestre vicino al letto che, però, risultano essere sollevabili ed estraibili dalle cerniere fissate al muro. Sarebbero quindi state tolte come forma punitiva”. Da qui le ulteriori richieste del garante: quale il provvedimento alla base della disposizione dell’isolamento; la gestione del ragazzo durante quel periodo e se sia stata data comunicazione alla Procura minorile e al magistrato di sorveglianza. E poi, ancora, una richiesta di conferma sul fatto che, durante i disordini del 18 aprile, il comandante della penitenziaria sia “entrato nella cella dei ragazzi asserragliati con casco e manganello”.
Il comandante rimosso - Comandante che, come anticipato nei giorni scorsi dalla Fp Cgil, è stato rimosso dall’incarico, dopo appena un paio di mesi dal suo arrivo, in concomitanza con l’apertura della sezione dei giovani adulti alla Dozza. Ai sindacati non sono ancora state fornite le motivazioni ufficiali del provvedimento, che è comunque arrivato in un contesto di complessa gestione dell’Ipm bolognese e di tensioni. Da ieri ha assunto l’incarico, ad interim con l’Ipm di Firenze, il comandante Mario Salzano, che sarà a Bologna un paio di giorni alla settimana e che dovrà occuparsi anche della sezione giovani della Dozza.
Sindacati preoccupati - Una situazione, dunque, che continua a destare preoccupazione da più parti, anche nei vari sindacati di polizia penitenziaria, che hanno ricordato come al Pratello i cambi al vertice siano cosa frequentissima: “Per lungo tempo è mancato il comandante - ha ricordato Domenico Maldarizzi, segretario Uilpa -, mancano i sottufficiali e ora rischia di essere cambiato anche l’ispettore. L’unica figura stabile è il direttore Alfonso Paggiarino, che potrebbe però lasciare presto per la pensione”. “Serve una guida stabile”, un auspicio anche per il sindacato Sappe.











