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di Erika Bertossi

bolognatoday.it, 20 febbraio 2025

La situazione delle carceri, anche a Bologna, è drammatica: crescono giorno per giorno i suicidi in cella (l’età media dei detenuti che si tolgono la vita è molto bassa) mentre il problema del sovraffollamento resta tutt’altro che sotto controllo. Ed è per questo che, da questa mattina e per due giorni, un gruppo sostenuto di avvocati penalisti si sta astenendo dalle udienze presidiando la sede del tribunale di via D’Azeglio per sensibilizzare chiunque passi, che si tratti di colleghi o cittadini. In prima linea Nicola Mazzacuva, presidente del Consiglio Camere Penali di Bologna: “Siamo qui perché la situazione carceraria è veramente tragica, soprattutto nel nostro distretto, come risulta anche dal numero dei suicidi che si sono verificati nella nostra realtà territoriale: già 13 nel 2025. Un numero così elevato che non si verifica neppure lontanamente nei Paesi europei.

Presente, davanti al Tribunale Penale di Bologna, l’assessora regionale Isabella Conti: “La Regione Emilia Romagna ha iniziato, immediatamente dal suo insediamento, a fare visita in carcere in tutte le strutture della regione: in Emilia-Romagna ci sono 10 istituti penitenziari. Abbiamo iniziato, con il presidente De Pascale e le Camere Penali, lo scorso 22 gennaio alla Dozza di Bologna: la situazione è gravissima dal punto di vista sia del sovraffollamento, ma anche della condizione di lavoro della Polizia Penitenziaria, visto che c’è un sottodimensionamento continuo del personale. Fattore che rende ancora peggiori le condizioni dei detenuti all’interno del carcere. Basti pensare che la pianta organica della Polizia Penitenziaria è pensata per il numero di detenuti ammessi, diciamo così, consentiti all’interno delle strutture, ma c’è un 30% di sovraffollamento. Alla Dozza possono stare 500 detenuti, ce ne sono 853”.

Ed è quasi certo l’arrivo alla Dozza di Bologna di una cinquantina di detenuti minorenni. provenienti da tutta Italia. Ne ha parlato Isabella Conti, criticando duramente questa scelta: “La situazione già difficile è aggravata ulteriormente dalla notizia che ormai è certezza che in uno tra i più vecchi carceri d’Italia, struttura vetusta con una situazione di promiscuità anche delle docce e dei bagni, delle condizioni inaccettabili e intollerabili sia in previsione di portare dei detenuti minori all’interno di una condizione già così compromessa. Questa nostra mobilitazione è una mobilitazione che vuole rimarcare la necessità di ricordare a tutti noi che quando una persona commette un reato, certamente ha sbagliato, ma che quando entra in carcere viene privata della libertà e si affida totalmente allo Stato. Questo non significa dover privare queste persone di dignità e soprattutto abdicare al ruolo importante di rieducazione della pena e di reinserimento sociale. La chiave non si butta via come dicono alcuni”.

“Abbiamo, come Direttivo della Camera Penale, criticato la possibilità che si paventa di inviare detenuti del carcere minorile alla Dozza, che è già sovraffollata. Ecco perché facciamo questa protesta, che crediamo sia, anzi siamo proprio convinti, sia una battaglia di civiltà che deve impegnare tutta la società” ha ribadito Mazzacuva.