di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 23 aprile 2025
Il Ministero: “Disposta un’indagine conoscitiva”. Bergoglio? “Un antipapa, vestito da Papa. Ora fondamentale un conclave pre 2013 per un vero Papa”. O, in alternativa, “un vescovo usurpatore”, che si sarebbe impadronito della Chiesa a fronte di dimissioni “non valide” di Benedetto XVI e che non avrebbe nemmeno impartito “la benedizione Urbi et Orbi” di domenica, prima dell’ultimo bagno di folla in piazza San Pietro. Il Santo Padre, scomparso il lunedì di Pasquetta, è uno dei bersagli più frequenti dei post rilanciati dal canale Telegram “Logos e Libertas” che, scorrendolo, non ha mai risparmiato nemmeno l’Oms, l’Unione Europea, e non ha mai fatto mistero di tesi no vax, no green pass, ma anche di idee contrarie alla migrazione, ai diritti Lgbtq+ e chi più ne ha più ne metta.
A gestire il canale Telegram una persona che ha già fatto profondamente discutere per le proprie posizioni negazioniste e contrarie ai vaccini durante la pandemia di Covid (che ha definito “l’Apartheid 2020-22”), Antonio Pappalardo, ovvero il direttore della Giustizia minorile di Emilia-Romagna e Marche.
Il capo del Dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha immediatamente disposto “una indagine conoscitiva circa le affermazioni ascritte al dirigente `ad interim´ del Centro per la Giustizia Minorile dell’Emilia-Romagna, Antonio Pappalardo contro Papa Francesco”. Tale indagine è volta ad accertare se ricorrano profili di responsabilità disciplinare a carico del suddetto pubblico funzionario. Lo rende noto il ministero. “Saranno adottati - ha inoltre detto il capo dipartimento - tutti provvedimenti ritenuti necessari a preservare e tutelare l’immagine e il prestigio dell’amministrazione della Giustizia”.
La senatrice del Pd, Sandra Zampa, aveva chiesto l’intervento e provvedimenti da parte del Guardasigilli, Carlo Nordio: “Parole che offendono la memoria di Francesco e tutta la Chiesa ma anche i cittadini italiani - ha detto la Zampa -. Parole che ledono la dignità dell’istituzione di cui Pappalardo fa parte. Parole che rivelano gravissimi orientamenti e sentimenti nei confronti dei migranti e in particolare dei minori stranieri non accompagnati dei quali per il suo ruolo è chiamato a occuparsi”. Da qui la richiesta “al ministro Nordio e al sottosegretario Andrea Ostellari di acquisire i testi diffusi da Pappalardo e di prendere immediati provvedimenti nei suoi confronti - ha ribadito Zampa.
Presenterò un’interrogazione ma rivolgo al ministro la richiesta di procedere immediatamente nei confronti di questo dirigente, perché la sua presenza in quel ruolo è incompatibile con ciò che emerge dai post che lui stesso ha diffuso (a quanto pare tramite telefono di servizio)”. Una richiesta alla quale si era associata anche la segretaria del Pd bolognese, Federica Mazzoni: “Ancora di più allarmano i recenti provvedimenti” in materia di giustizia minorile, continua Mazzoni, perché le figure poste ai vertici di questo settore “devono avere in testa il ruolo rieducativo della pena e il reinserimento formativo, educativo e sociale dei minorenni e dei ragazzi negli istituti penali”.
Poi un coro analogo di voci da tutto il centrosinistra bolognese: i consiglieri comunali di Bologna Detjon Begaj e Porpora Marcasciano (Coalizione civica), Antonella di Pietro e Mery De Martino (Pd), Giacomo Tarsitano (lista Lepore) e Filippo Diaco (lista Conti). Ma sottoscrivono anche i consiglieri regionali Simona Larghetti (Avs), Lorenzo Casadei (M5s) e Simona Lembi consigliera (Pd). “Riteniamo siano necessarie le sue dimissioni dall’incarico o la revoca dello stesso incarico da parte del ministero della Giustizia. Ci sembra chiaro che il destino di centinaia di ragazzi e ragazze negli Istituti penali minorili e nelle comunità dove sono accolti i minori stranieri non accompagnati non può essere nelle sue mani. I contenuti che pubblica nel suo canale Telegram sono all’opposto dei valori che dovrebbero guidare il ruolo che ricopre e le responsabilità che ne derivano”, scrivono i consiglieri comunali.











