di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 20 agosto 2026
Quasi il doppio delle persone teoricamente consentite, temperature insopportabili, acqua che va e viene, aggressioni e momenti di tensione purtroppo quotidiani. Condizioni descritte come “disumane”, “degradanti”, “preoccupanti” da chi è già entrato, in questi mesi estivi, al carcere della Dozza e che tuttora persistono, così come da chi tutti i giorni ci lavora lì all’interno. È questa la situazione “dietro le sbarre” del penitenziario bolognese che la delegazione guidata dalla Camera penale di Bologna e dal suo Osservatorio carcere tornerà a documentare lunedì.
Una visita alla quale parteciperanno, oltre a diversi magistrati bolognesi, anche il sindaco Matteo Lepore e l’assessora al Welfare Matilde Madrid per il Comune, nonché il presidente Michele de Pascale e l’assessora al Welfare Isabella Conti per la Regione, che insieme avevano scelto la casa circondariale per una delle primissime visite a inizio mandato, a gennaio 2025. “L’evento si colloca all’interno dell’iniziativa annuale dell’Unione delle Camere penali italiane, chiamata “Ristretti in agosto” - spiega l’avvocato Luca Sebastiani, responsabile dell’Osservatorio diritti umani, carcere e altri luoghi di privazione della libertà di Bologna -. L’intento è esserci, all’interno delle carceri italiane, anche nei giorni intorno al Ferragosto”, quando i più sono lontani dalle città, in vacanza. L’obiettivo delle Camere penali è quello di “dare un segnale di vicinanza alla popolazione detenuta, sollecitando politica, istituzioni e opinione pubblica a un impegno per riportare il sistema penitenziario dentro i confini della legalità costituzionale”. Dopo la mancanza d’acqua denunciata più volte (con anche una lettera dell’assessora Conti al ministro della Giustizia Carlo Nordio per interventi urgenti), nei giorni scorsi è arrivata per esempio anche quella del mancato funzionamento degli estintori per lo spegnimento di un incendio appiccato in infermeria, oltre a quelle di ripetute aggressioni a personale penitenziario e infermieristico.
Solitamente, quella di agosto, è una visita degli avvocati, ma alla quale quest’anno, almeno sotto le Torri, sono stati invitati anche magistratura e istituzioni, così da “osservare direttamente le condizioni dell’istituto e da avviare una riflessione comune sulle criticità che attraversano il sistema penitenziario”, prosegue l’avvocato Sebastiani, che dopo la visita di luglio, insieme al direttivo della Camera penale, aveva fornito alcuni numeri essenziali per iniziare a ragionare su risposte da dare: delle quasi 830 persone detenute (a fronte di una capienza di 480 posti), 281 uomini e 32 donne avevano una pena residua inferiore a due anni; 164 uomini e 16 donne inferiore a un anno.
Numeri che mostrano come a mancare sia spesso una soluzione abitativa idonea all’esterno. Da qui l’appello a interloquire quanto più possibile con le amministrazioni locali e le istituzioni per provare a trovare risposte: “Come prevede la normativa, le pene inferiori a 18 mesi possono e dovrebbero essere scontate, per chi dispone di un domicilio e previa valutazione del magistrato, al di fuori del carcere - conclude l’avvocato Sebastiani -. Questo permetterebbe di decongestionare un po’ la situazione di sovraffollamento e, in presenza di un progetto all’esterno, anche di abbattere la recidiva”. Anche di questo lunedì si parlerà.










