di Marco Madonia
Corriere di Bologna, 23 gennaio 2025
Un impegno per garantire ai detenuti percorsi di reinserimento lavorativo con un piano triennale, oltre a un confronto continuo sui temi del sovraffollamento e degli atti di autolesionismo. Lo hanno assicurato il presidente della Regione, Michele De Pascale, e l’assessora al Welfare, Isabella Conti, al termine della visita al carcere dalla Dozza, alla guida di una delegazione di cui facevano parte anche il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, la vicesindaca, Emily Clancy, e rappresentanti della Camera penale e del consiglio dell’Ordine degli avvocati. Tra i principali interventi previsti, de Pascale e Conti hanno sottolineato i percorsi di inclusione sociale e abitativa che si aggiungono a quelli di assistenza sanitaria, potenziati di recente dalla Regione con un fondo di oltre 18 milioni.
La visita ha reso ancora più evidenti le criticità in cui si trova il carcere, a partire dal sovraffollamento e dall’aumento degli atti di autolesionismo, sia tra i detenuti che tra gli agenti di Polizia penitenziaria. “Abbiamo voluto vedere con i nostri occhi la situazione, questa è la prima di una serie di visite nelle strutture carcerarie della regione — ha commentato de Pascale —. La situazione è molto pesante”. La delegazione, guidata dalla direttrice Rosa Alba Casella, è entrata nella sezione che ospita i detenuti in attesa di giudizio, nella sezione “nuovi giunti” e nell’infermeria, oltre che nella sezione femminile che ospita il nido a disposizione dei figli delle detenute.
“La Regione ha la possibilità di intervenire sia per quanto riguarda il reinserimento nel mondo del lavoro, sia per il miglioramento delle condizioni sanitarie”, ha aggiunto Conti. Per l’Ordine degli avvocati, la visita “dimostra sensibilità ed attenzione per quella che ormai è divenuta una vera e propria emergenza umanitaria”. Il Consiglio dell’Ordine ha chiesto “un impegno concreto a investire risorse per l’assistenza sanitaria. L’aumento di personale medico specializzato nel trattamento del diffusissimo disagio psichico”. Questa visita “è un segnale importante”, dice il professore Nicola Mazzacuva presidente della Camera penale che ha rilanciato la soluzione dell’indulto: “È una misura che viene sollecitata da più parti. Il ministro Nordio sa bene che è una misura di facile attuazione”.









