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di Nicoletta Tempera

Il Resto del Carlino, 1 ottobre 2025

Al padiglione che ospitava i “giovani adulti” torneranno i detenuti del Penale. L’assessore Conti: “No a trasferimenti da fuori, alleggeriamo il sovraffollamento”. Si è conclusa definitivamente ieri, alla Dozza, l’esperienza della sezione ‘giovani adulti’. Gli spazi liberati sono già tornati nella disponibilità dell’amministrazione penitenziaria: e adesso dovranno di nuovo essere riempiti. Stando a quanto trapela, si prospetta una riorganizzazione degli spazi alla casa circondariale: stante che probabilmente le due sezioni temporaneamente ‘prestate’ al minorile torneranno a ospitare i detenuti del Penale (ossia con condanne definitive) che già le vivevano, la novità dovrebbe riguardare, invece, il terzo piano del padiglione giudiziario. Qui, in questi mesi, dopo il trasferimento dei detenuti in regime di alta sicurezza in altri istituti, erano stati ‘appoggiati’ i detenuti del penale. Due le sezioni che si andranno dunque a liberare e che potrebbero essere riconvertite adesso per ospitare i detenuti ‘protetti’: sex offender, ex collaboratori di giustizia o ex appartenenti alle forze dell’ordine che per ovvie ragioni di sicurezza non possono condividere gli spazi con i detenuti comuni. Quindi la sezione apposita già esistente alla Dozza verrà spostata al terzo piano giudiziario e un’altra verrà formata nella stessa area isolata.

Una ridistribuzione di spazi che fa presagire la possibilità di trasferimenti da altre carceri, in un momento in cui l’istituto bolognese soffre di un sovraffollamento cronico e ingestibile. Sul tema, è intervenuta l’assessore regionale al Welfare Isabella Conti che ha spiegato di essere “in contatto con provveditore e stiamo preparando una lettera per il ministero” della Difesa. “Quello che auspichiamo - spiega l’assessore Conti - è che, diversamente da quello che invece pare prefigurarsi, la sezione non venga riempita nuovamente con detenuti di media sicurezza, si sta parlando tra i 70 e i 90 detenuti. È evidente che per noi sarebbe importante non stipare nuovamente quel braccio, ma utilizzarlo come valvola per decomprimere la condizione già critica della Dozza”.

Questo, mentre ieri a palazzo Chigi si è tenuta la terza riunione della Cabina di regia per l’edilizia penitenziaria, in cui si è parlato anche della casa circondariale bolognese. Nella riunione, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dei sottosegretari per la Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove e Andrea Ostellari, del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio, si è fatto il punto sullo stato di avanzamento lavori previsti fino al dicembre 2027, che porteranno a un totale di 11.178 posti detentivi, fra quelli realizzati dall’ottobre 2022 a quelli in fase di completamento entro il 2027. Tra gli istituti interessati dai lavori dal 2026 c’è anche la Rocco D’Amato. Non trapelano dettagli, ma l’ipotesi è che si riprenda in mano l’intervento di ampliamento già avviato nel 2020, che prevedeva l’installazione di alcuni moduli prefabbricati che avrebbero accolto un totale di 200 detenuti.