di Ambra Notari
Redattore Sociale, 1 febbraio 2020
Il progetto, avanzato da Comune con Hera, ha trovato d'accordo l'amministrazione penitenziaria. Oggi nel carcere bolognese la differenziata è al 10%. L'assessore Aitini: "Contenitori in ogni camera e raccolta in giorni prestabiliti. Coinvolgeremo le persone detenute".
Una specie di raccolta porta a porta, ma all'interno della casa circondariale di Bologna. È il progetto che l'amministrazione penitenziaria e il Comune di Bologna, in collaborazione con la multiutility Hera, stanno portando avanti per promuovere la raccolta differenziata anche all'interno del carcere. La conferma arriva da Alberto Aitini, assessore comunale con deleghe a sicurezza, commercio, Polizia Locale, Protezione Civile e manutenzione del patrimonio e del verde pubblico.
L'idea è quella di mettere raccoglitori per la differenziata in ogni camera detentiva, da esporre all'esterno in giorni e orari prestabiliti per essere raccolti da alcuni detenuti formati ad hoc. Al momento, i detenuti potrebbero già fare la differenziata smaltendo separatamente carta, plastica e organico, in realtà viene gettato tutto nello stesso cestino. Anche per questo motivo, la raccolta differenziata in carcere è ferma al 10 per cento. "Naturalmente contiamo di coinvolgere tutti coloro che vivono o lavorano in carcere: persone detenute, agenti penitenziari, funzionari, volontari", specifica Aitini.
Il progetto prevede che Comune ed Hera predispongano un piano per la raccolta differenziata - da sottoporre alla direzione dell'istituto - e si occupino anche della formazione delle persone che saranno coinvolte, detenuti (individuati direttamente dall'amministrazione penitenziaria) e non. Per la realizzazione, l'assessore ha chiesto anche la partecipazione del Garante cittadino dei detenuti, Antonio Ianniello: "Mi piacerebbe anche coinvolgere le associazioni di volontariato che lavorano all'interno del carcere". Il costo del servizio sarà interamente coperto dal Comune ed eventualmente della multiutility bolognese.
"È un progetto a cui teniamo molto, potenzialmente potremmo coinvolgere oltre mille persone: un piccolo paese - sottolinea Aitini -. Riteniamo poi possa essere una bella occasione formativa ed educativa per tutti, aspetto non secondario. Per questo ringrazio Hera, che ci ha subito offerto massima disponibilità, e la direttrice Claudia Clementi, che ha dimostrato sensibilità e interesse sul tema e ha immediatamente condiviso la nostra proposta".










