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di Chiara Caravelli

La Repubblica, 11 maggio 2025

Il flash mob itinerante dell’associazione fondata da don Ciotti “Fame di verità e giustizia” è partito da Bologna. In città il primato dei reati spia in regione, il 29% del totale: 290 estorsioni, 19 casi di riciclaggio, 6.147 truffe e frodi informatiche e 859 delitti informatici. Un’osteria, pochi tavoli e un menù speciale di 12 portate “difficili da digerire”. Dall’antipasto con il gioco d’azzardo ai primi con la privatizzazione dei beni confiscati alle mafie, per poi proseguire con i secondi dove si trovano la legge bavaglio e il sovraffollamento delle carceri. È il flash mob itinerante chiamato “Fame di verità e giustizia”, organizzato da Libera e portato sabato mattina in piazza de’ Celestini.

Il primo menù sotto le Due Torri, poi il tour attraverserà l’Italia in cento tappe per animare il dibattito pubblico con l’obiettivo di riscrivere l’agenda in tema di mafie e corruzione. Un tema molto presente in Emilia-Romagna dove nel 2024 sono stati quasi 25mila i reati spia, pari all’otto per cento di quelli a livello nazionale. La regione è al quinto posto dopo Lombardia, Piemonte, Veneto e Campania. In particolare sono state 967 le estorsioni, 60 casi di riciclaggio e quattro di usura. Ma il picco è stato raggiunto sulle truffe e le frodi informatiche (21.299) e sui delitti informatici (2.536).

A Bologna va il primato dei reati spia in regione, il 29% del totale con 7.315 reati: di questi si contano 290 estorsioni, 19 casi di riciclaggio, 6.147 truffe e frodi informatiche e 859 delitti informatici. “Abbiamo fame - così Sofia Nardacchione di Libera - di diritti, di giustizia, di legalità democratica, di tutti quei presidi che troppo spesso vengono indeboliti e frammentati contro mafie e corruzione. I dati ci dicono che è fondamentale continuare a lavorare in una direzione chiara e netta nella lotta alle organizzazioni criminali”.

Tanti i temi che saranno messi al centro dell’iniziativa di Libera: dal riutilizzo dei beni confiscati, ai diritti per le vittime innocenti delle mafie, dal contrasto alla corruzione alla preoccupazione per il dl sicurezza. Obiettivo di “Fame di verità e giustizia” sarà anche promuovere l’educazione come strumento di emancipazione dalle mafie, ma anche le questioni che riguardano ambiente, libertà di informazione e un carcere che rieduchi. Tante e chiare le richieste alle istituzioni: tra queste ci sono, ad esempio, norme più efficaci su confisca e riutilizzo sociale dei beni mafiosi e l’approvazione di una regolazione stringente delle situazioni di conflitto d’interesse.