La Repubblica, 30 dicembre 2022
La lettera del sindaco al ministro sull’emergenza carceri minorili che coinvolge anche il Pratello a Bologna. “Sovraffollamento, pochi agenti, mancanza di educatori: così fallisce la finalità degli istituti penali”, denuncia il primo cittadino. “Non abbandoniamo una generazione”.
“Sento l’urgenza morale, prima ancora che politica, di non abbandonare una generazione”, per questo “metto a disposizione il Comune di Bologna, da anni luogo di impegno e sperimentazione nel campo dei progetti educativi e culturali dentro e fuori gli istituti penali minorili” .”Ministro Nordio, coinvolga anche i Comuni” nel tavolo interministeriale sulla devianza giovanile e i problemi delle carceri minorili: è l’appello del sindaco di Bologna Matteo Lepore in una lettera aperta al Guardasigilli e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In queste settimane, ricorda Lepore, “diversi istituti penali a livello nazionale sono stati oggetto di disordini, tra loro anche Bologna e il Beccaria di Milano”; a seguito di questo il ministro Nordio ha lanciato il progetto di un’interlocuzione che coinvolga le istituzioni, nella quale Lepore chiede che siano coinvolti i Comuni, candidando Bologna a fare da apripista. “Mi è apparso subito chiaro, parlando con molti adolescenti della mia città, che tra il dentro e il fuori spesso non c’è molta distinzione. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere la realtà anche quando ci appare amara ad una prima istanza. Perché i punti di riferimento rischiamo di non essere noi ma altri, i riferimenti che possono e debbono dare l’esempio. Un dovere degli adulti quest’ultimo, attorno al quale riflettere. Riflettere seriamente. Anche relativamente alla questione delle cosiddette “‘baby gang’, termine quanto mai sbagliato per occuparsi di un fenomeno giovanile”.
Lepore: “Senza educatori fallisce la finalità delle carceri”
I problemi che si registrano negli istituti penali, sottolinea Lepore, non sono soltanto il sovraffollamento e la carenza di agenti di polizia penitenziaria. “Raddoppiare in pochi mesi la presenza di ragazzi detenuti in molti istituti, senza proporzionalmente aumentare il numero di educatori, operatori e agenti di polizia, è stata una scelta incauta che ha lasciato sulle spalle di tutti un peso enorme da gestire. Il peso della burocrazia giudiziaria a cui gli educatori devono provvedere è enorme, assorbe un tempo che è inevitabile ma è sottratto alla cura diretta dei ragazzi”. Così “le attività sono poche e quindi si fallisce la finalità regina che giustifica l’esistenza stessa degli Istituti penali per i minorenni: mostrare la possibilità di una vita altra, bella, costruita sui binari dell’istruzione e del lavoro”.
“Servono progetti per la fiducia reciproca” - “La scelta della violenza di questi giorni ci ha sconfitti tutti, ma da adulti abbiamo il dovere di scorgere i bisogni espressi dai ragazzi anche nell’inopportuna scelta che hanno preso. Senza un progetto che miri a costruire un rapporto di fiducia reciproca consegneremo anche il nostro Pratello a divenire, collocato nel cuore di Bologna, un luogo di sofferenza, dolore e frustrazione per i ragazzi reclusi e per chi è “parzialmente” recluso con essi. La risposta dello Stato, ha detto un rappresentante dell’ordine degli avvocati di Milano, se fatta unicamente di muri e di chiavi, quella sì rimarrà il problema da risolvere. Sui muri vicini all’Istituto del Pratello qualcuno ha scritto: ‘Lo Stato sparisce/ Se hai un problema/ Lo Stato ti punisce/ Se crei un problema’. Caro Ministro e Caro Governo - conclude Lepore nella sua lettera aperta -, servono un’educazione fatta di cuori e di mani che si esercitano. Mettiamoci risorse, idee e impegno. Io sono pronto a mettere da parte le nostre distanze politiche perché credo che le nuove generazioni ci salveranno”.










