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bolognatoday.it, 11 gennaio 2025

La Cgil accusa: mancano mobili, a volte perfino lenzuola e cuscini, e non c’è abbastanza personale. Continua a risultare più che problematica la situazione del carcere della Dozza, che come molti altri penitenziari in giro per l’Italia vive una situazione di criticità strutturale sia per i detenuti che per il personale. Da diverso tempo, sindacati di polizia penitenziaria, politici e anche il garante dei detenuti chiedono un intervento risolutivo al governo, che risponde però - l’ultima volta ieri, durante la conferenza stampa della premier Meloni - come l’unico rimedio sia quello di allargare ancor di più la capienza delle carceri.

A nulla sembrano servire gli appelli di chi quotidianamente vive il carcere. L’ultimo, in ordine temporale, arriva dal sindacato FP Cgil Bologna, che in una nota segnala ancora “gravi criticità” all’interno della Dozza. Oltre alla gestione difficile di un detenuto che lo scorso 5 gennaio ha tentato il suicidio - in cui, nelle operazioni di salvataggio, un ispettore ha anche riportato lesioni “piuttosto serie” - il sindacato denuncia “il sovraffollamento, la mancanza di regole certe, mobili mancanti, a volte anche lenzuola e cuscini, carenza di personale di ragioneria e conseguenti problematiche con i conti dei detenuti, alimentano la già altissima tensione all’ interno dell’Istituto, che ricade sempre su tutto il personale interno”. E come se non bastassero i problemi elencati, FP Cgil denuncia anche la non conformità di alcuni reparti alle norme di sicurezza e di antincendio, come ad esempio in una delle sezioni del reparto infermeria.