bolognatoday.it, 8 luglio 2025
“Meglio”, dice l’assessora al Welfare Matilde Madrid, mentre al Pratello “la situazione è più grave”. Dallo scorso marzo diversi uomini sotto i 25 anni sono stati trasferiti al carcere della Dozza dai penitenziari minorili dove erano rinchiusi. Di norma, fino al compimento dei 25 anni, un detenuto dovrebbe rimanere all’interno del sistema penitenziario minorile. A febbraio, invece, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha firmato un provvedimento per lo spostamento di alcune decine di detenuti nel carcere bolognese.
Un penitenziario già gravato da seri problemi, su tutti quello del sovraffollamento. I primi mesi per i giovani adulti all’interno della Dozza sono stati drammatici. C’è stato almeno un tentativo di suicidio e un altro giovane detenuto si è cucito la bocca con ago e filo in segno di protesta. Al momento i detenuti all’interno di questa sezione sono una trentina.
Per Matilde Madrid, assessora al Welfare del Comune di Bologna, le cose stanno andando un po’ meglio. “Rispetto alle difficoltà iniziali riscontrate, alcune attività trattamentali ed educative sono partite nella sezione giovani adulti della Dozza”. Sono partiti “laboratori didattici, un po’ di teatro, un corso di edilizia. E partirà a breve un corso di barberia, perché lì c’è anche una piccola saletta da barbiere. La Uisp dal lunedì al venerdì va a fare la parte sportiva nel tempo che trascorrono all’aperto”. Però, scrive la Dire riportando le parole dell’assessora che ha parlato in question time, “abbiamo una grandissima preoccupazione per il mese di agosto e per i fine settimana perché, come sempre, sono fasi più difficili da coprire con attività per i ragazzi”.
“Questa attenzione giustissima, che manterremo altissima, sulla sezione giovani adulti alla Dozza - continua l’assessora - non ci deve far perdere di vista il Pratello che invece, dal punto di vista delle attività, è in una condizione più grave della sezione giovani adulti alla Dozza”. Su questo è “importante che tutte e tutti ci impegniamo”.
Per quanto concerne le sezioni per adulti alla Dozza, invece, Madrid ha raccolto l’allarme lanciato da Roberto Cavalieri, garante dei detenuti della Regione Emilia-Romagna sulla mancanza di psicologi a disposizione dei detenuti. Un potenziamento in organico per l’assessora comunale è “assolutamente necessario”. Per l’Ausl, ad oggi, sono “operativi quattro psicologi, di cui due sono dei servizi di salute mentale e due dei servizi dipendenze patologiche. Poi l’amministrazione penitenziaria - riporta Madrid - in realtà si avvale di professionisti psicologi, dei servizi sociali, pedagogisti, di psichiatria e criminologia clinica per attività di osservazione. E poi c’è un’altra figura professionale analoga che è dedicata, all’interno della Dozza, alla sezione minorile aperta marzo”. Questo a fronte dei “numeri esorbitanti della Casa circondariale”, che ad oggi conta circa 780 detenuti su una capienza massima di 456 persone.











