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Il Resto del Carlino, 26 ottobre 2025

La presidente del quartiere, Mazzoni: “Una rete di sostegno che serve a creare relazioni tra dentro e fuori”. Si chiama QuBo7 perché l’obiettivo è quello di “rendere il carcere il settimo quartiere di Bologna”. Taglio del nastro in via Ferrarese per inaugurare la nuova sede del Coordinamento carcere Navile: sarà utilizzabile dalle associazioni che si occupano di questo tema, ma anche per attività che vedono protagonisti gli stessi detenuti o ex detenuti.

I locali, fino a qualche tempo fa, erano dedicati ad alcuni servizi per gli adolescenti che sono stati trasferiti in piazza Lucio Dalla. “Finalmente il Coordinamento carcere del Navile, che a livello cittadino si propone di essere un punto di riferimento per il carcere, tra il dentro e il fuori - dichiara la presidente del Quartiere, Federica Mazzoni - ha una sede fisica: QuBo7. Abbiamo detto fin dall’inizio che per noi il carcere non è un luogo da tenere lontano, da non conoscere, ma da integrare quanto più possibile nella vita della città e quindi il settimo quartiere di Bologna per noi dev’essere la Casa circondariale”.

Il piccolo edificio si trova lungo la strada che porta alla Dozza e proprio qui “abbiamo deciso di dare una casa fisica, una struttura di coordinamento - continua Mazzoni - a tutte le associazioni che con il volontariato si occupano di carcere, con i detenuti, per dare loro delle buone opportunità durante la pena ma anche per costruire la rete sociale utile per il loro reinserimento”. Su queste basi “vogliamo anche noi, dal Navile, cercare di fare il nostro pezzetto concreto per far sì che il reinserimento e la rieducazione delle persone che sbagliano, che ovviamente devono pagare secondo la legge che impone delle sanzioni e delle pene poi possano avere una seconda opportunità.

Molti detenuti, con le associazioni del territorio - spiega Mazzoni - organizzano pulizie di comunità in diversi posti del nostro quartiere: attività che d’ora in poi potranno essere organizzate utilizzando proprio la nuova sede del Coordinamento”. Dove ci sarà anche una radio, Eduradio, dedicata alla vita in carcere. L’apertura della sede di via Ferrarese “è iniziata un po’ come slogan - afferma la responsabile del Coordinamento, Maria Raffaella Ferri - ma poi va a finire che qualcuno ci crede e le cose vanno avanti. È una casetta, ma è un punto fermo di quella solidarietà che vogliamo costruire tra associazioni e volontari”.