di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 ottobre 2019
La denuncia del Segretario provinciale del Sinappe. Cresce il sovraffollamento al carcere "La Dozza" di Bologna, in particolare alcune sezioni detentive, come il Reparto "Infermeria", che è a sua volta composto da quattro segmenti, dove sono sistemati detenuti appartenenti ai diversi circuiti penitenziari: "Nuovi giunti", segmento "H", sezione "Degenza" e "Grande sorveglianza".
A denunciarlo è Vitaliano Cinquegrana, il segretario provinciale del sindacato della polizia penitenziaria Sinappe. Ma il problema grava molto alla sezione "Infermeria", dove stazionano detenuti per troppo tempo, e comunque oltre il tempo necessario ad effettuare gli screening sanitari, proprio per la mancanza di posti disponibili nelle sezioni detentive giudiziarie e reclusione. Il Sinappe si rivolge direttamente alla direttrice del carcere e per conoscenza al provveditorato regionale, all'osservatorio carcere della camera penale di Bologna e al garante locale Antonio Aniello.
Quest'ultimo, oggi pomeriggio, presenterà la sua relazione annuale riguardante proprio il carcere in questione. Tra le varie criticità evidenziate, una è quella strutturale. Nel rapporto si legge che "sono notorie le criticità strutturali per quanto riguarda il profilo architettonico, anche risultando decisiva la congruità degli spazi per la piena attuazione del trattamento penitenziario e per i contenuti di umanizzazione della pena" e fa l'esempio dell'accentuata concezione claustrofilica dell'organizzazione degli spazi detentivi, alla carente presenza di ampi spazi dedicati alle attività trattamentali e alla mancanza di spazi dedicati ai refettori.
A questa criticità di base, va ad aggiungersi quella connessa "al logorio impiantistico e strutturale di un complesso penitenziario - si legge sempre nella relazione del garante Aniello - anche mal costruito che necessita di un programma di recupero per quanto riguarda in particolare il vetusto impianto idraulico soggetto a non infrequenti problemi alle tubature". Quindi, d'inverno, accade che le celle non si riscaldano.
Il Garante poi fa riferimento al trend in crescita delle presenze in carcere. La capienza regolamentare dell'istituto è fissata a 500 a fronte di 855 presenze (oggi aumentate ulteriormente), configurandosi una stabile condizione di sovraffollamento che comporta comunque un abbassamento complessivo della qualità della vita all'interno dell'istituto.
Per quanto riguarda la polizia penitenziaria, nonostante permangono singole interpretazioni del ruolo in chiave banalmente custodiale, il garante sottolinea che "si percepisce anche un diverso approccio culturale alla questione detentiva e al proprio lavoro, nella consapevolezza che possa esistere un'intima connessione fra la congruità delle condizioni detentive e dei percorsi trattamentali e le condizioni di lavoro degli operatori penitenziari".










