bolognatoday.it, 22 agosto 2024
In visita alla Dozza, Roberto Cavalieri fa il punto dopo i recenti episodi di violenza. Fp Cgil: “Situazione destinata a peggiorare se non si risolvono i problemi”. “È sempre più chiaro il fatto che il carcere da solo non ce la può fare”. Dopo i recenti episodi di disordine all’interno delle case circondariali bolognesi - tra cui, per ultimi, una rissa tra detenuti nella Dozza e un’aggressione nell’Istituto penale minorile in via del Pratello che hanno causato il ferimento di alcuni agenti penitenziari - sulla questione delle condizioni di vita e di sicurezza negli istituti carcerari interviene anche Roberto Cavalieri, Garante dei detenuti dell’Emilia Romagna al termine della visita all’interno della Dozza insieme al garante comunale, Antonio Iannello: “È sempre più chiaro - ribadisce Cavalieri - come l’opera di trattamento dei detenuti da parte delle carceri sia incapace di fare fronte alle complessità e criticità di cui sono portatori i detenuti”.
Da tempo i Garanti sollevano allarmi sui servizi carenti e sul sovraffollamento. La Dozza è una delle carceri che ne soffre di più in Italia con 836 reclusi mentre al Pratello i detenuti minorenni sono arrivati a 43. Problemi strutturali come ambienti malsani, scarsa sicurezza e tentativi di evasione. A questi si aggiungono quelli legati alla provenienza dei detenuti, molti dei quali extracomunitari, per i quali Cavalieri auspica “una maggiore presenza degli enti locali con i loro servizi che devono superare le barriere imposte dal possesso di regolari documenti e della residenza da parte delle persone ristrette. La stagione estiva e la diffusa povertà dei detenuti ne rendono complessa la gestione”, resa ancora più complicata, conclude il garante, “quando tra i detenuti ci sono soggetti in sofferenza psichiatrica e persone assuntrici di psicofarmaci e stupefacenti”. Non di rado le difficoltà portano i detenuti più fragili a togliersi la vita: sono 67 i suicidi avvenuti all’interno delle carceri italiane a inizio anno. L’ultimo a Bologna risale allo scorso luglio.
Durante la visita, i due garanti si sono confrontati anche con la direttrice Rosalba Casella sul reparto penale, la sezione nuovi giunti e il reparto femminile. Qui si sono tenuti dei colloqui riservati con alcune detenute da cui è emersa “la prioritaria necessità di migliorare la qualità della vita all’interno dell’istituto”, aggiunge Antonio Ianniello. Richieste, quelle avanzate dai reclusi della sezione penale, anche “meramente materiali” e di portata quotidiana come “un congelatore ben funzionante per la conservazione degli alimenti acquistati”.
Sulla questione è tornato anche il responsabile del comparto della polizia penitenziaria della Fp Cgil, Salvatore Bianco: “Se non si affrontano i nodi strutturali quali sovraffollamento e carenza di personale, comprensivo di quello psicopedagogico, la situazione è destinata a peggiorare ogni giorno di più - puntualizza -. Promesse unilaterali di inasprimento delle misure solo repressive, presentate come salvifiche, alimentano un’illusione di risoluzione del problema, quando nella realtà possono contribuire a peggiorare la situazione in un crescendo di azione e reazione senza fine”.










