Il Resto del Carlino, 13 gennaio 2025
Sovraffollamento, soggetti problematici, carenze di organico e anche di servizi minimi come mobilio e biancheria da letto rendono sempre più difficile la vita alla Dozza. Lo denuncia, ancora una volta, la Fp Cgil, partendo dal “detenuto che da diverso tempo crea innumerevoli criticità nei vari reparti dell’Istituto - dice il segretario Salvatore Bianco - e che il 5 gennaio ha tentato il suicidio, a causa del quale i due ispettori intervenuti per salvarlo hanno riportato lesioni, in un caso anche piuttosto serie, ha continuato a mettere in costante pressione il personale fino al giorno del suo trasferimento”.
Criticità che si sommano al “sovraffollamento dell’Istituto, la mancanza di regole certe, mobili mancanti, a volte anche lenzuola e cuscini, carenza di personale di ragioneria e conseguenti problematiche con i conti dei detenuti” e che alimentano “la già altissima tensione all’interno dell’Istituto, che ricade sempre sul personale interno”.
Bianco elenca i problemi: “Alcuni reparti non sono a norma: la sezione Rh del reparto infermeria è manchevole di sistemi di areazione e finestre per liberare i locali dal fumo. Nel caso di incendi, situazione già verificatasi anche nel recente passato, l’unica realistica possibilità di svuotare i locali dal fumo è aprire la porta che accede ai passeggi posta in fondo alla sezione”.
Il sindacalista chiede per questo l’intervento del Provveditorato, ma anche per la gestione dei soggetti problematici: “Non si imponga più alla Dozza di fare scontare le sanzioni disciplinari prima di allontanarli. A tal proposito, riteniamo giusto segnalare che questo non avviene sempre per i detenuti trasferiti a Bologna”.










