di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 9 luglio 2025
Il presidente dell’Ordine, Flavio Peccenini: “In carcere condizioni indegne di un Paese civile, e in estate la situazione peggiora”. A Bologna sovraffollamento al 130%. Le condizioni dei detenuti, compresi quelli ristretti al carcere della Dozza, sono molto spesso “intollerabili”, aggravate nei mesi estivi dalle temperature insopportabili all’interno delle celle; condizioni “non degne di un Paese civile”, di costante sovraffollamento (circa del 130%) e di carenza di personale, sul quale tutto questo ricade. È a partire da questa constatazione, e dalla concomitante richiesta di interventi urgenti per garantire il rispetto dei principi costituzionali di umanità e rieducazione, che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna ha deciso di donare nuovi ventilatori ai detenuti in situazioni più difficili e meno abbienti, oltre a un’offerta per sostenere i costi dell’energia per la loro accensione: altrimenti, i costi sarebbero a carico dei detenuti.
A farlo sapere ieri, a poche ore di distanza dalla notizia di un altro tentato suicidio proprio all’interno dello stesso carcere, il presidente dell’Ordine Flavio Peccenini: “Anche il carcere di Bologna, come la maggior parte delle carceri italiane, vive condizioni di grave sovraffollamento che incidono pesantemente sulle condizioni di vita dei detenuti -ha ricordato il presidente -. Tali condizioni subiscono inevitabilmente un drastico peggioramento nei mesi estivi, quando le temperature toccano punte estreme e la permanenza nelle celle diventa intollerabile, mettendo a rischio la salute dei più fragili”.
Da qui, dunque, un piccolo gesto comune: “Le consigliere e i consiglieri hanno ritenuto di dare un personale e concreto segnale di solidarietà e conforto, soprattutto ai detenuti meno abbienti, offrendo loro una dotazione di circa 40 nuovi ventilatori, con un’ulteriore offerta in denaro per il pagamento dell’energia elettrica per tutti i mesi estivi”. A fronte di un “piccolo gesto personale”, gli avvocati non hanno potuto non esprimere il proprio disappunto rispetto all’inerzia dello Stato: “Appare paradossale, per non dire assurdo, che lo Stato non destini alcuna risorsa economica, non solo per l’acquisto dei ventilatori, ma addirittura per il pagamento dell’energia che li alimenta, che rimane esclusivamente a carico degli stessi detenuti”.
Risorse che per alcuni potrebbero apparire risibili, insormontabili per la maggior parte dei detenuti. L’auspicio è che l’iniziativa “possa rendere un po’ meno intollerabile la detenzione di una moltitudine di persone - ha aggiunto Peccenini -; persone che vivono in condizioni non degne di un Paese civile”, tanto da aver portato “la Corte europea dei diritti dell’uomo a un’umiliante condanna dell’Italia per trattamenti inumani e degradanti”, è l’amarezza del presidente dell’Ordine.
Peccenini ha poi voluto ricordare le parole pronunciate poco tempo fa dal capo dello Stato, Sergio Mattarella: “Il Presidente della Repubblica, pochi giorni fa, ha denunciato pubblicamente l’inaccettabile sovraffollamento e l’irrefrenabile aumento dei suicidi nelle carceri del nostro Paese, definendoli “un’emergenza sociale”, chiedendo interventi urgenti per garantire che la pena torni a essere rispettosa dei principi costituzionali”. Un appello al quale il Consiglio dell’Ordine si è voluto associare: “Chi può, e chi deve, faccia tutto il possibile per porre fine al più presto a questa drammatica emergenza sociale”.











