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di Rosalba Carbutti

Il Resto del Carlino, 2 marzo 2025

Il sottosegretario alla Giustizia: “Entro l’estate tre nuovi istituti per minori. Li trasferiremo lì. La protesta? No a strumentalizzazioni, collaboriamo”. “Il trasferimento dei 50 minori alla Dozza sarà temporaneo. Lunedì (domani, ndr) avrò un confronto con il presidente della Regione Michele de Pascale e il sindaco Matteo Lepore. Su temi come questi, non servono bandiere ideologiche, si deve lavorare insieme”. Andrea Ostellari, sottosegretario leghista alla Giustizia, ex commissario del Carroccio in Emilia, spiega i prossimi passi del ministero dopo il sit-in organizzato da Volt davanti al carcere con tanti esponenti del centrosinistra.

Sottosegretario, i 50 minori verranno trasferiti alla Dozza il 15 marzo o ci sono margini di trattativa?

“I 50 giovani che hanno tra i 21 e i 25 anni verranno trasferiti, ma solo temporaneamente. E, sottolineo, la gestione dei detenuti sarà sempre del dipartimento di giustizia minorile”.

Quando dice “temporaneamente” che cosa intende?

“Intendo che si dovrà soltanto attendere la consegna dei tre nuovi istituti penali per minorenni di Rovigo, L’Aquila e Lecce. Li avremo entro l’estate, direi, quindi entro quella data i giovani potranno lasciare la Dozza. Poi quando finirà il restyling del Pratello, i minori che provengono da quella struttura vi torneranno”.

Non si poteva evitare questo trasferimento nel carcere degli adulti che comunque è già sovraffollato?

“Se andiamo oltre alle bandiere ideologiche, è chiaro che questa decisione è inevitabile. Due dati: alla fine del 2022 in Italia avevamo 380 giovani detenuti nelle carceri minorili, oggi quel numero è arrivato a 600. C’è un’emergenza che non riguarda Bologna o l’Italia, ma tutta Europa. I fattori sono plurimi: dal numero dei minori stranieri non accompagnati che ora superano il 50% della popolazione in carcere all’aumento dei reati più gravi come stupro, tentato omicidio e omicidio. Senza contare il fenomeno della dipendenza da stupefacenti e non solo, che è in crescita. Un allarme su tanti fronti che non può essere colmato soltanto con la giustizia: servono soluzioni alternative”.

Che cosa intende?

“Il ministero della Giustizia sta lavorando su un progetto di ampio respiro che integra la costruzione di nuovi Istituti penali per minorenni con l’apertura di comunità socio educative che possano potenziare spazi di agibilità detentiva, senza necessariamente pensare alle carceri. Un esperimento che stiamo portando avanti in Lombardia e Veneto, ma vorremmo istituire anche in Emilia-Romagna”.

Chiederà la disponibilità di de Pascale e Lepore?

“Certo. Lunedì (domani, ndr) avremo un primo incontro online per portare avanti questa operazione. Che è nell’interesse dei minori. Per questo chiederò una mano per aprire nuove comunità in Emilia-Romagna: dobbiamo collaborare”.

Si aspettava una protesta davanti alla Dozza così partecipata?

“Credo che ora, invece, di portare avanti narrazioni strumentali si debba fare squadra per affrontare il tema dei giovani alle prese con fenomeni di devianza”.