di Amalia Apicella
Il Resto del Carlino, 19 novembre 2025
L’iniziativa nasce da un’idea condivisa tra Alessandro Bergonzoni e la Camera penale di Bologna. “Uscire non sia solo un premio, ma un diritto per accedere a ballo e canto”. Biglietti per il teatro gratuiti, messi a disposizione dei detenuti che dispongano di permessi premio o siano stati ammessi a misure alternative. Sarà poi la Rocco D’Amato, assieme all’ufficio esecuzione penale esterna, a individuare chi potrà assistere alle recite, anche in compagnia di amici o famigliari. Si intitola Uscire per motivi spettacolari il progetto nato da un’idea dell’attore Alessandro Bergonzoni e promosso dalla Camera penale Franco Bricola con l’Osservatorio diritti umani, carcere ed altri luoghi di privazione della libertà. I principali teatri cittadini ci sono tutti: Comunale, Arena del Sole e Moline, Duse, Celebrazioni, Dehon e Oratorio San Filippo Neri.
“L’uscita non deve essere solo un permesso o un premio - sottolinea Bergonzoni -, ma un diritto di poter usufruire di teatro, ballo, canto, comicità”. Il progetto si ispira idealmente al percorso artistico e umano da lui tracciato nel suo Viaggio nello spazio (in presenza di gravità). Questo perché, come spiega l’attore, “milioni di chilometri sembrano dividere lo ‘spazio’ carcerario dal pianeta città, dai suoi abitanti, i suoi teatri e gli spazi culturali artistici. Le prigioni sono al colmo? Cominciamo a colmare quelle distanze”.
Il teatro è solo la prima delle iniziative pensate. “Vorremmo portare anche i quadri della Pinacoteca in carcere - aggiunge Bergonzoni - con critici che raccontino l’arte ai detenuti, offrendo loro la possibilità di conoscere opere che altrimenti non potrebbero vedere. Con il trombettista Paolo Fresu spero riusciremo a organizzare un concerto nel cortile, la musica non è imprigionabile, può arrivare a ogni cella. Mi piacerebbe anche portare nello stesso spazio un gruppo di bambini dell’asilo, perché i detenuti non sentano soltanto il rumore dei chiavistelli, ma anche le voci dei più piccoli. So bene di parlare di cose difficilissime e utopiche, ma sono un artista e l’arte non può essere solo per qualcuno”.
L’iniziativa prende avvio in un momento in cui “il carcere è vicino al collasso: a Bologna abbiamo superato gli 820 detenuti - spiega l’avvocato Luca Sebastiani, responsabile dell’osservatorio Diritti umani, carcere ed altri luoghi di privazione della libertà -. Stiamo raggiungendo numeri simili a quelli che portarono la Corte europea dei diritti umani a condannare l’Italia nel 2013 per condizioni inumane e degradanti. Con le uscite per motivi spettacolari, apriamo metaforicamente le barriere del carcere e consentiamo ai detenuti di potersi sedere accanto a qualsiasi altro cittadino”.









