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di Nicholas Masetti

Il Resto del Carlino, 4 maggio 2025

Domani, martedì e mercoledì gli avvocati penalisti di Bologna si asterranno da udienze e processi. Tre giorni di sciopero per dire no al ‘Decreto sicurezza’ e per protestare contro la drammatica situazione delle carceri. “Ci aspettiamo l’astensione da parte della totalità dei colleghi”, spiegano il professor Nicola Mazzacuva (nella foto), presidente del Consiglio delle Camere Penali Italiane e presidente della Camera Penale di Bologna, e l’avvocato Carlo Machirelli, segretario della Camera Penale di Bologna. Una protesta deliberata a livello nazionale dalla giunta dell’Unione delle Camere Penali che prevede “l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale”, recita un passaggio della delibera che porterà mercoledì a una manifestazione nazionale a Roma.

A Bologna, inoltre, martedì ci sarà un dibattito nella sala Sbaiz della Fondazione Forense Bolognese dal titolo “Dal Ddl sicurezza al Dl sicurezza, metodo e merito dell’ultimo prodotto del populismo penale”. Previsti gli interventi del professor Flavio Peccenini, presidente dell’Ordine degli avvocati di Bologna, dell’avvocato Elisabetta Italia D’Errico, e dell’avvocato Ettore Grenci, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Bologna e responsabile della scuola territoriale Camera Penale ‘Franco Bricola’ di Bologna. Oltre ai già citati Mazzacuva e Machirelli ci sarà anche Letizio Magliaro, gip del tribunale di Bologna. Segno che il testo del Decreto sicurezza presenta lacune anche per una parte della magistratura.

“Il Dl sicurezza per le modalità in cui è stato approvato e il contenuto del testo normativo, rappresenta una pericolosa deriva illiberale e antidemocratica”, dice Machirelli. “Critichiamo il metodo, passato da ddl al vaglio parlamentare a dl senza una vera necessità e urgenza. E poi il contenuto. Nessuno è in grado di dire quante siano le norme incriminative, essendo smisurate. E ore se ne aggiungono altre 19. Inoltre la situazione delle carceri vede un sovraffollamento incredibile. Anche il Papa parlava di questa situazione”, conclude Mazzacuva. E l’incremento dei sucidi in cella ne è la prova, con numeri da record negativi nel 2024: ben 88.