Corriere di Bologna, 2 gennaio 2026
“Constatiamo, con sempre maggiore preoccupazione, che la situazione nel carcere di Bologna è sempre più critica ed allarmante”. Il direttivo e l’osservatorio carcere della camera penale di Bologna commenta così l’ultima rivolta scoppiata tra i detenuti della Dozza. Nel pomeriggio di martedì 30 dicembre, nel reparto 2B del penitenziario, era partita una violenta protesta che aveva coinvolto decine di detenuti, quasi tutti di origine straniera, generata dal rifiuto del medico di turno di ricoverare in ospedale un prigioniero che aveva ingoiato uno stuzzicadenti. I detenuti avevano dato fuoco a materassi e coperte e sfondato il cancello di di sbarramento della sezione, per poi scontrarsi con le guardie di sicurezza. “Nessuna delle misure messe in campo in questi ultimi anni - commentano i penalisti - è evidentemente riuscita a fronteggiare l’emergenza umanitaria che ormai coinvolge il sistema penitenziario italiano nel suo complesso, se è vero che l’introduzione di nuovi reati e di pene più severe non hanno fatto altro che aggravare il già critico sovraffollamento, senza peraltro sortire alcuna efficacia deterrente”.
In questa situazione “di assoluta emergenza - conclude la nota - non c’è altro da fare che intervenire con strumenti emergenziali, quelli che la nostra Costituzione consente di utilizzare proprio in questi drammatici momenti. Ci uniamo dunque con forza alle dichiarazioni di queste ultime ore del Garante Regionale dott. Roberto Cavalieri e alle tante autorevoli voci, l’ultima, fortissima, di Papa Leone XIV durante la messa del 14 dicembre a San Pietro, che chiedono al Parlamento che siano messe in atto, con assoluta urgenza, misure deflattive quali l’amnistia e l’indulto”.










