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di Vincenzo Brunelli

Corriere di Bologna, 22 febbraio 2025

Dare il via ai lavori di ristrutturazione del carcere della Dozza a Bologna, senza prima portar via i detenuti “è una scelta grave e irresponsabile che mette a rischio la sicurezza interna e l’ordine pubblico”. Ne sono convinti i sindacati di polizia penitenziaria Sappe, Sinappe, Osapp, Uil, Fns Cisl, Con.Si.Pe, e Cgil che chiedono lo stop “immediato” dei lavori (il via è programmato per il 26 febbraio) in presenza di detenuti, un’ispezione urgente per verificare la compatibilità dell’intervento con l’attuale situazione del carcere e la convocazione immediata di un tavolo istituzionale con il prefetto. l’ateneo bolognese.

Il superminimo non basta a colmare questa lacuna perché dipende da un accordo individuale a discrezione del datore di lavoro: “Esso è un trattamento ad personam, privo di forza espansiva verso la generalità dei lavoratori”, afferma il Tar in sentenza. Per la tutela dei lavoratori dunque e dei loro stipendi, i giudici amministrativi hanno deciso di annullare l’aggiudicazione della gara a Gemmo spa. Per l’eventuale aggiudicazione alla seconda classificata i giudici rimandano all’Università di Bologna la decisione che dovrà valutare se quest’ultima risulta avere, come si legge nella sentenza del Tar, “i requisiti di ammissione richiesti, secondo le previsioni contenute nel disciplinare di gara”. Queste le decisioni al termine del primo grado di giudizio.