di Antonio Ianniello*
Ristretti Orizzonti, 16 marzo 2020
Gli operatori dell'Amministrazione Penitenziaria e dell'Azienda Usl di Bologna - a entrambi si torna a esprimere vicinanza - stanno attuando un grande sforzo per far fronte all'attuale situazione detentiva, restando sempre alta l'attenzione circa nuovi possibili disordini e comunque considerando che rimane ancora grande il lavoro da portare avanti per il progressivo ripristino dei locali e delle infrastrutture, anche di tipo sanitario (si ricorda che le devastazioni hanno anche interessato ambulatori medici e gli spazi e la strumentazione per le visite specialistiche).
Sono stati effettuati trasferimenti di persone detenute verso altri istituti penitenziari per motivi di ordine e sicurezza in ragione dei disordini ai quali sono anche collegate gravissime conseguenze che stanno seriamente riflettendosi sulle condizioni generali di vita delle persone detenute: nel reparto giudiziario, non essendoci attualmente condizioni di sicurezza a causa delle devastazioni che hanno interessato gli spazi, le persone detenute sono per il momento chiuse nelle camere di pernottamento h 24, risultando generalmente in un normale stato di salute, secondo quanto riferito.
Già ripristinata al 1° piano la linea telefonica, rimanendo ancora parzialmente senza luce alcuni spazi detentivi.
Anche il profilo relativo al peggioramento delle condizioni di lavoro degli operatori che prestano servizio nelle sezioni detentive appare sensibile: nei giorni scorsi i sindacati della Polizia Penitenziaria in una nota congiunta hanno chiesto la chiusura del reparto giudiziario e il relativo trasferimento della totalità delle persone detenute lì collocate verso altri istituti penitenziari.
Negli altri reparti la quotidianità detentiva pur nell'emergenza va avanti in modo ordinario.
Risulta opportuno ribadire che, da quanto risulta, un consistente numero di persone detenute ha inteso adottare comportamenti responsabili, non partecipando ai disordini, anche essendo altamente probabile che non siano poche le persone detenute che, pur trovandosi in quelle stesse sezioni del reparto giudiziario coinvolte nelle violenze, non hanno alla fine partecipato attivamente alle devastazioni.
Bisognerà ripartire dal senso di responsabilità di chi non ha usato violenza durante i disordini affinché le ulteriori fasi di questa emergenza sanitaria possano essere affrontate con moderazione nel contesto penitenziario dove evidentemente l'alleggerimento degli attuali numeri delle presenze in carcere consentirebbe di creare condizioni essenziali per la possibilità di reperire spazi detentivi da utilizzare per l'eventuale isolamento delle persone sulla base delle necessità sanitarie.
A livello centrale è operativa una task force, voluta dal Ministro della Giustizia, in cui sono anche presenti il Garante nazionale delle persone private della libertà personale e i Capi Dipartimenti dell'Amministrazione Penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità, proprio con il compito di elaborare strategie possibili d'intervento per far fronte all'emergenza in atto, monitorando l'evoluzione della situazione negli istituti penitenziari.
Il Garante nazionale sta anche chiedendo informazioni alle Procure della Repubblica, tra cui anche quella di Bologna, come noto, essendosi verificato il decesso di una persona detenuta, circa l'apertura delle indagini in merito ai decessi al fine di proporre la presentazione come persona offesa.
Nei giorni scorsi, con nota apposita, la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del Dap, allo scopo di limitare il disagio delle persone detenute in questo momento, ha autorizzato l'utilizzo della posta elettronica per la corrispondenza con i familiari anche per i ristretti nel circuito Alta Sicurezza 3, anche presenti a Bologna.
Stante l'emergenza sanitaria in atto, che ha comportato la sospensione dei colloqui, si sta garantendo un maggior numero di comunicazioni telefoniche e via skype, ma sarebbe comunque necessario un potenziamento delle linee telefoniche e delle postazioni informatiche.
Da lunedì 16 marzo verranno ripristinati i colloqui con gli avvocati (per atti urgenti e improrogabili) che all'ingresso in istituto potranno essere sottoposti al c.d. triage
e saranno tenuti a compilare l'apposito modulo di autocertificazione.
*Garante per i diritti delle Persone private della Libertà personale Comune di Bologna










