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ansa.it, 2 aprile 2025

Dopo la visita alla sezione della Dozza che ospita i ragazzi arrivati da vari Ipm, Cavalieri denuncia: “Così si comprimono i diritti”. Il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, ieri pomeriggio ha visitato la sezione distaccata dell’istituto penitenziario minorile nel carcere della Dozza di Bologna, dove sono stati trasferiti i detenuti ‘giovani adulti’ arrivati dagli Ipm di Milano, Firenze, Bologna, Treviso e Palermo. Cavalieri ha dialogato con i ragazzi, dodici, di cui sei neo maggiorenni, riscontrando “una situazione degna di attenzione e che comprime non solo il senso della scelta adottata dall’autorità della giustizia minorile ma anche i diritti dei giovani presenti”.

Mentre gli spazi fisici del reparto, sia per quello che riguarda le camere di pernottamento che quelli trattamentali, aule e spazi per lo sport, sono apparsi in buone condizioni, il Garante evidenzia “la mancanza di acqua calda nelle celle e le docce in comune”. Inevitabilmente “la sezione detentiva si configura come uno spazio per adulti fortemente segnato da una architettura carceraria che nulla ha a che fare con il senso degli ambienti di un minorile”.

A parere di Cavalieri “non trova un senso la collocazione di ragazzi in custodia cautelare, data la negativa ricaduta che ha il trasferimento dai luoghi di appartenenza e in particolare perché si complica per questi ragazzi la possibilità di ottenere la sospensione del processo e la loro messa alla prova”. Nell’attesa di comprendere in base a quale provvedimento normativo è stata disposta dal Dipartimento della giustizia minorile il trasferimento di questi giovani detenuti, il Garante esprime “una forte preoccupazione circa i tempi di durata di tale scelta”. In settimana Cavalieri comunicherà alla direzione dell’Ipm un monitoraggio settimanale e auspica “l’attivazione di una rete della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna con gli altri comuni e regioni sedi di Ipm per monitorare i tempi di apertura dei nuovi istituti, lo stato dei trasferimenti e i progetti dei giovani detenuti per i quali va assicurata una continuità dei servizi e la costruzione di percorsi che rendano la carcerazione un percorso residuale e contenuto nel tempo”.