Ristretti Orizzonti, 21 giugno 2019
Si è appreso con grande amarezza dell'evento tragico consumatosi nella mattina di ieri. Sono numerosi i tentativi auto-soppressivi che vengono sventati anche grazie al tempestivo intervento del personale penitenziario, nonostante le difficili condizioni di lavoro e la complessità di un contesto come quello detentivo.
Il crescente numero delle persone detenute in rapporto a quello degli operatori dà la misura della sproporzione in campo, si pensi per esempio a livello locale alla grave ed eclatante carenza di educatori, nell'ultimissimo periodo ancor più acuitasi, in ragione della quale, nei fatti, si può non riuscire a garantire la pienezza dell'intervento educativo in favore delle persone detenute.
In questi tragici frangenti si avverte anche l'urgenza di elaborare strategie che possano rendere più incisiva l'attuazione del Piano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidarie in carcere, coinvolgendo tutti i soggetti, istituzionali e non, che fanno parte della comunità penitenziaria.
Per il Piano risulta essenziale garantire la formazione degli operatori locali, in particolare quelli a più diretto contatto con la quotidianità detentiva in un quadro di condivisione del complesso degli interventi fra area penitenziaria e area sanitaria. Ai fini della prevenzione del rischio suicidario possono risultare decisivi anche eventuali contributi atecnici che comunque possono (e auspicabilmente devono) portare tutte le figure che a vario titolo hanno una presenza costante nei settori detentivi e che possono sviluppare una sensibilità finalizzata a cogliere segnali di disagio e a generare soluzioni che limitino la possibilità che i loro portatori rimangano senza una rete di attenzione.
Si prevede anche l'ausilio delle persone detenute, addestrate, attraverso attività di gruppo fra area penitenziaria e area sanitaria, a offrire vicinanza e supporto sociale ai soggetti a rischio.
Deve esserci cura particolare nel presidiare le (non poche) situazioni che possono essere potenzialmente stressanti in un contesto di privazione della libertà personale, fra le quali rientrano, fra le altre, i processi in corso nelle ipotesi di reati gravi, nel cui caso è necessario prestare particolare attenzione ai giorni prima delle udienze e della condanna e a quelli immediatamente successivi.
Antonio Ianniello
Garante per i Diritti delle persone private della Libertà personale del Comune di Bologna










